Premier Renzi ora vuole legge su intercettazioni dopo caso Potenza
MILANO, 9 APRILE 2016 - E’ un j'accuse generale quello del premier Renzi nei confronti dei Pm dopo le vicende relative alle inchieste della procura di Potenza, e ad un caso Guidi che sta mediaticamente affaticando e non poco l’esecutivo.[MORE]
A margine del Consiglio dei ministri relativo al Def vi sarebbe stato infatti un durissimo sfogo di Renzi, riaccendendo di fatto un nuovo braccio di ferro politica-magistratura. Secondo quanto riportato dai giornali, Renzi avrebbe manifestato apertamente ai ministri tutto il proprio disappunto, perché «non si può andare avanti così. Ci sono elementi di inopportunità politica e istituzionale».
Nel mirino vi sarebbe la richiesta dei Pm di ascoltare il ministro Maria Elena Boschi e le «intercettazioni che hanno a che fare con la vita privata senza alcun nesso dell’inchiesta». Il premier sottolinea la necessità di una nuova legge sulle intercettazioni, che limiti a suo avviso a tali forme di abuso. Anche secondo il guardasigilli Andrea Orlando vi sarebbe necessità di accelerare a patto che l’esecutivo resti stabile e compatto, a cominciare dagli alleati Ncd in materia di riforma della prescrizione (ancora in fase di stallo). L’obiettivo è una riforma condivisa, anche nel campo della magistratura.
Ma il clima resta attualmente piuttosto teso, con un Renzi che avverte la delicatezza del momento, anche dal punto di vista mediatico e del consenso elettorale, in vista di referendum e amministrative. Il malumore s’accresce giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo. Vari infatti i ministri tirati in ballo: prima il ministro Guidi e le sue quasi immediate dimissioni, poi il ministro Boschi, poi le intercettazioni su Delrio. Ad alimentare il quadro generale sono le dichiarazioni di Pier Camillo Davigo, attuale consigliere in Cassazione e considerato favorito per la presidenza dell’Anm. «Quel brr che paura non mi è piaciuto per niente» ammette Davigo, riferendosi alla battuta del premier sul taglio delle ferie ai magistrati. Ed ancora, la rivendicazione di imparzialità e rispetto dei ruoli: «Non esistono governi amici, come non esistono governi nemici». Ma le dichiarazioni nel complesso tendono a stemperare i toni, sottolineando la necessità di dialogo con la politica, nel rispetto istituzionale dei ruoli rispettivamente svolti. In attesa di ulteriori risvolti.
Cosimo Cataleta
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.