"Qui i politici non entrano": l'idea di un calzolaio

128
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
VARESE, 3 Gennaio 2012 – La solita provocazione ad effetto di Beppe Grillo, comico genovese in...

VARESE, 3 Gennaio 2012 – La solita provocazione ad effetto di Beppe Grillo, comico genovese in lotta aperta contro i politici e che, paradossalmente, si candida alle elezioni. Come sempre chi predica bene poi razzola male. Nel suo messaggio di fine anno si rivolge così ai suoi “adepti”: <<la classe politica va azzerata e isolata. Per un Casini o un Fassino, un Cicchitto o un Brunetta va previsto l’isolamento sociale. Gli italiani non devono più avere rapporti con questa gentaglia>>.


Qui non si tratta di semplice critica, ma passa direttamente all’insulto; siamo tutti d’accordo che la casta abbia troppi benefici, che debba pagare più di altri e che è una delle principali colpevole della crisi attuale, ma non andrebbe certo insultata da uno pseudo-collega. Grillo poi rilancia la trovata di un calzolaio di Varese che nei giorni scorsi ha affisso un cartello alla porta del suo negozio che invita i politici a non entrare: un’idea straordinaria - secondo il comico - che ha invitato gli italiani ad imitare il negoziante lombardo. 
 

Così, infatti, commenta a riguardo: «questa azione va replicata nei negozi di tutta Italia e non solo, anche nei taxi, nei cinema, in qualunque esercizio pubblico. Chi ha cancellato il futuro di almeno due generazioni di giovani e costretto i vecchi a lavorare fino alla morte non va dimenticato, non va lasciato libero di fare altri danni. Il secondo Paese europeo per emigrazione dopo la Romania è l’Italia. Laureati, diplomati, professionisti, quasi tutti giovani hanno lasciato la nostra terra. In compenso abbiamo i parlamentari più vecchi d’Europa». Il comico genovese ha poi sviluppato l’idea del negoziante varesino, realizzando un cartello ad hoc, da scaricare, stampare e appendere in ogni dove.


L’idea è di Giuseppe Riggi che spiega così la sua decisione alla redazione de Il fatto quotidiano: «non mi aspettavo che la mia iniziativa facesse tutto questo clamore, ma forse è un segno dei tempi, è l’Italia ad essere stanca dei politici e del loro modo di fare. Sono contento che Beppe Grillo l’abbia ripresa, non tanto perché mi riconosco in lui, quanto perché così fa da altoparlante, portando questa idea in tutta Italia e magari qualcuno inizia a farsi delle domande».


Da dove nasce, però, tutto questo rancore verso i politici? Possibile che non ci sia nulla di buono nel panorama politico italiano? Il ragazzo replica così: «non mi sento rappresentato perché, io parlo da italiano che ha dato tutto all’Italia. Chi ha comandato l’Italia, invece, ci ha tirato via tutto. Io a 25 anni, al posto di andare in giro a divertirmi come fanno molti, mi son fatto i debiti per crearmi l’attività, e loro (i politici, ndr) ci hanno rovinato, perché noi oggi siamo nelle condizioni di non poter vivere. Anche se il lavoro c’è io arrivo a fine mese con i soldi che non bastano. E non faccio la vita da signore, capodanno a casa, sabato al lavoro, vacanze solo quando si può… ma è giusto questo?”.


A sostegno della propria tesi Riggi cita anche l’infilata di aumenti registrata negli ultimi mesi: «aumenta l’Iva e ce la siamo accollata noi. Aumenta la benzina, aumentano i caselli autostradali. Queste cose portano ad un aumento dei costi delle materie prime. E cosa faccio? alzo ancora i prezzi al consumatore finale? Non posso, sono tutti aumenti che devo accollarmi io. Se aumento lavorazione e prodotto non viene più nessuno. E in una situazione del genere si lamentano dell’evasione fiscale? ma scusa, uno come fa ad andare a compensare? Che pensino ad un sistema diverso di tassazione, un sistema che non strozzi i piccoli commercianti e i piccoli imprenditori».


L’iniziativa va segnalata visto il clamore che sta avendo. Ma è la cosa giusta da farsi? I negozianti non rischierebbero di perdere degli incassi? È il modo giusto di protestare? Bisogna farsi sentire, dopo tutto quello che stanno facendo ma forse si devono trovare altri modi, e soprattutto non si accettano lezioni da chi, verosimilmente, alle prossime elezioni si candiderà col suo movimento e riuscirà ad entrare in Parlamento…

Qui sotto la videointervista con il cartello "incriminato".

Stefano Villa

InfoOggi.it Il diritto di sapere