NOCERA INFERIORE (SA) - E' finito l'incubo del neonato rapito Luca Cioffi da una donna che si era finta infermiera dell'ospedale dove il piccolo, nato da poche ore, si trovava insieme alla mamma. In serata anche Chi l'ha visto? si era occupato della scomparsa del neonato.Fondamentale è stato l'identikit fornito dalla polizia che ha permesso di risalire alla donna, probabilmente una vera infermiera, che aveva nascosto il piccolo nella sua abitazione. La donna è stata arrestata.
IL RACCONTO DEL MEDICO [MORE]La svolta delle indagini è arrivata nella serata, quando un medico dell'Umberto I si è presentato dalla polizia: «io quella donna la conosco», ha detto agli agenti dopo che la polizia scientifica aveva fatto circolare l'identikit dell'infermiera che tra le 13 e le 14 era entrata nella stanza di Annalisa Fortunato, la madre del piccolo e, con la scusa di dover effettuare una medicazione, lo aveva portato via. Una donna sui 35-40 anni, capelli castani legati dietro la testa, occhi marrone chiaro, pelle olivastra, occhiali, divisa da infermiera e scarpe da ginnastica. Il medico ha spiegato che nel pomeriggio, quando è uscito dall'ospedale, ha incrociato una donna che conosceva e che stava andando via con un bambino in braccio. Lì per lì non ha fatto caso a quanto visto ma quando è stato diffuso l'identikit ha capito cosa era successo, ha riconosciuto la donna ed ha immediatamente avvertito la polizia, spiegando che la persona che stavano cercando era Annarita Bonocore, un'infermiera del Cardarelli, ma che vive a Nocera, con qualche problema psicologico. A quel punto i poliziotti sono tornati dalla mamma di Luca e le hanno mostrato le foto della Buonocore: Annalisa Fortunato è sbiancata, riconoscendo immediatamente in quelle immagini la donna che nel pomeriggio - con modi gentili - le aveva prima regolato la flebo e poi si era portata via suo figlio.
IL BLITZ Venti minuti dopo, attorno alla mezzanotte, è scattato il blitz: agenti della squadra mobile di Salerno e dello Sco hanno fatto irruzione nell'appartamento della donna, al settimo piano di un palazzo in via Arturo Petrosini. Annarita Bonocore è stata immediatamente bloccata, prima ancora che riuscisse a rendersi conto di quanto stesse accadendo. Luca era in un lettino, tranquillo: la donna lo aveva accudito per tutto il pomeriggio. «Era in ottime condizioni - ha spiegato il questore di Salerno Vincenzo Roca - e la donna aveva anche del latte in polvere da dargli. Aveva anche esperienza in materia sanitaria e come madre di due figli».
UN GESTO NON CASUALE Quello di Annarita Buonocore non è stato comunque un gesto improvvisato: la donna aveva preso un periodo di congedo dal lavoro di 10 giorni, segno che nonostante i problemi psicologici avesse ben chiaro cosa intendeva fare. Portata in commissariato e interrogata dagli inquirenti, Bonocore non ha però al momento ancora spiegato i motivi di un gesto così folle. Agli investigatori ha fornito una versione che non convince affatto: il bimbo, ha detto, «me l'hanno portato per accudirlo». Per questo sono stati avviati una serie di accertamenti finalizzati ad individuare eventuali complici o comunque responsabilità di altre persone che potrebbero averle dato una mano. Perchè, è questa la convinzione degli inquirenti, è chiaro che non è possibile nascondere a lungo - soprattutto ai familiari più stretti - la presenza di un bambino in casa. Ma questo si saprà nei prossimi giorni. Per ccercare di capirlo gli investigatori hanno polrtato in commissariato anche la figlia ventenne, che poi è stato però rilasciata: nei suoi confronti non sarebbe emersa alcuna responsabilità. Quel che conta è che Luca è tornato dai suoi genitori.
IL PADRE ESULTA «Stamattina ho avuto la gioia di diventare padre per la seconda volta; ora a mezzanotte e un quarto mi sento come se avessi avuto un terzo figlio». A parlare è Fabio Cioffi, mentre intorno risuonano ancora le grida di esultanza per il ritrovamento di suo figlio, rapito ieri ad appena tre ore dalla nascita dall'ospedale di Nocera Inferiore e ritrovato la scorsa notte a casa della donna che lo aveva prelevato. Tutto l'ospedale, i pazienti i sanitari, le forze dell'ordine sono raccolti per condividere questo momento di gioia. «Grazie a tutti, grazie a tutti», sono state le prime parole di Cioffi, la voce rotta dall'emozione. Il piccolo Luca è arrivato in ospedale su un'ambulanza salutato dalle grida di gioia che hanno finalmente spezzato le lunghe ore di angoscia e di silenzio. Il bambino e anche la mamma, visitati dai medici stanno bene. Ieri in serata l'appello del maresciallo, tornato appena da una missione in Libano, proprio per godersi la gioia di diventare papà per la seconda volta. «Spero si tratti di una donna che ha compiuto un gesto di follia, che ragioni come una mamma e che torni indietro con mio figlio», aveva detto rivolgendosi a chi aveva trasformato quella splendida giornata in un buco nero di paura. Fabio, era a casa con la figlia più grande, di due anni, quando riceve l'angosciata telefonata della cognata, rimasta in ospedale al fianco di Annalisa Fortunato, la mamma, reduce dal parto con taglio cesareo.
UN INCUBO L'incubo assume l'aspetto di una sconosciuta vestita da infermiera che porta via il piccolo Luca, nato da appena tre ore. Un travestimento, si pensava: ma Annalisa Buonocore, infermiera lo è davvero, al Cardarelli di Napoli, come davvero è madre, di due figli. Dopo il ritrovamento, parlando con i giornalisti Cioffi ha detto della rapitrice: «Sì, potrei anche incontrarla, non so però se riuscirei ad essere come il Papa e a dire 'Perchè l'hai fatto?'. Comunque il passato è passato, passato», ripete tre volte. «Mi dispiace per questa povera persona che evidentemente ha tanti altri problemi. Spero che quello che è accaduto oggi sia una lezione anche per lei. La cosa più brutta è proprio la sua mente delicata che l'ha portata a fare questo gesto». Cioffi ha raccontato che sua moglie «ha pianto dopo la notizia del ritrovamento e ha continuato a tenere tra le mani immaginette di Gesù, di Padre Pio e non so di quanti altri santi. Non so quanti altri nomi dovremo dare a questo punto a mio figlio, ne avrà tanti...».
IL SOLLIEVO Cosa racconterà a Luca quando sarà grande? «Gli dirò che se si perde lo ritroveranno sicuramente: ormai lo conosce tutta l'Italia». La cognata, che con Annalisa è stata l'unica testimone in grado di descrivere la rapitrice, aveva lavorato fianco a fianco con gli agenti per l'identikit. Fabio in tarda serata di ieri, mentre tutte le forze dell'ordine stavano cercando suo figlio, aveva incontrato gli investigatori e poi rilasciato una breve dichiarazione ai media. «Non ci sono novità, chiedo ai mezzi di informazione di darci una mano a ritrovare mio figlio», aveva detto con gli occhi lucidi e cerchiati dal pianto; «è un brutto film, che spero si trasformi al più presto in gioia». Desiderio esaudito.
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