POTENZA, 02 AGOSTO 2014 - C'è l'ombra dell'abuso d'ufficio nell'accusa che le forze dell'ordine hanno mosso, al termine dell'indagine, verso la Sviluppo Basilicata: l'azienda, a partecipazione pubblica, sarebbe stata in realtà un modo per favorire questo e quello.
Interrogando "persone informate sui fatti", le forze dell'ordine avrebbero infatti scoperto un giro di parenti vari e vicini di casa di questo o di quel politico, che, casualmente, si sono trovati (anche per brevi periodi) in un posto di lavoro che nulla aveva a che fare con le proprie competenze.[MORE]
L'inchiesta non nasce direttamente dalle strane assunzioni: tutto comincia dai rimborsi della Regione Basilicata, che vengono messi sotto osservazione dalle forze dell'ordine. Così, si era scoperto il giro di persone che, senza partecipare a nessun concorso pubblico, si erano ritrovate di punto in bianco a lavorare per la Sviluppo Basilicata.
Ora, concluse le indagini, si pensa a eventuali collegamenti a un'altra vicenda: quella dell'Acquedotto lucano. Anche questa società era, infatti, tra pubblico e privato e a Marzo 2014 era emerso che anche lì ci fossero delle irregolarità. Ora resta da capire la posizione della presidenza di Sviluppo Basilicata. La presidenza è stata rinnovata diverse volte dal 2002 al 2015, con proroghe ora da verificare.
L'inchiesta si è appena conclusa, quindi ora tocca alla magistratura stabilire se l'ombra di abuso d'ufficio per le assunzioni di alcuni dipendenti sia reale o se sia uno spettro da allontanare dalla Sviluppo Basilicata.
Fonte: Quotidianoweb
Annarita Faggioni
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