CAGLIARI, 3 DICEMBRE 2012 – Nella quindicesima giornata vincono le grandi; la Juventus si aggiudica il derby della Mole, mentre l’Inter supera di misura il Palermo. Bene anche il Napoli, che travolge il Pescara, e la Lazio, vincente contro il Parma; nel posticipo contro la Sampdoria, la Fiorentina non riesce ad andare oltre il pareggio. La Roma domina in casa del Siena e il Milan, settimo in classifica, si è aggiudicato l’anticipo di venerdì contro il Catania. Un Cagliari irriconoscibile soccombe contro l’Udinese, il Bologna tira il fiato grazie ai tre punti conquistati contro l’Atalanta e il Chievo rifila quattro reti al Genoa.
La prima occasione del match tra Juventus e Torino arriva al 23° ed è per la squadra granata; Meggiorini prova la conclusione a giro, ma il pallone termina fuori a portiere ormai battuto. Pochi minuti più tardi i bianconeri contestano la decisione dell’arbitro di interrompere il gioco mentre Pogba aveva conquistato palla in area ed era pronto al tiro; la scelta del direttore di gara era giustificata da un presunto fallo del centrocampista juventino sul portiere avversario, ma in realtà era stato l’intervento di Ogbonna a ostacolare l’estremo difensore del Toro. Dopo mezz’ora di gioco Pogba ci prova due volte dalla distanza, ma Gillet si salva in corner. L’equilibrio si spezza al 36° quando Glik viene espulso dopo una durissima entrata su Giaccherini. Al 41° Basha scivola in area addosso a Pogba, in caduta tocca la palla con la mano e per l’arbitro è rigore; sul dischetto si presenta Pirlo, ma la sua conclusione termina alta sopra la traversa. In avvio di ripresa i campioni d’Italia tornano in campo con la determinazione giusta per sbloccare il risultato. Al 49° Bendtner offre a Pogba un assist perfetto sul secondo palo, ma il francese non centra il bersaglio; cinque minuti più tardi Vucinic fallisce la deviazione vincente a un passo dalla porta. Il punteggio cambia però al 57°, quando Marchisio arriva sul secondo palo e in tuffo insacca di testa il cross di Giovinco. Al 67° Bonucci riesce a rubare palla a Cerci, pronto a calciare in area bianconera; la Juventus riparte e la Formica Atomica trova subito il goal del raddoppio, con un gran diagonale che passa proprio tra le gambe di D’Ambrosio. L’assalto dei padroni di casa non ha fine, e il portiere granata deve fare gli straordinari sulle conclusioni di Pogba e Bendtner. Il Torino non trova spazio e non riesce a costruire nessuna azione pericolosa; all’84° è ancora Marchisio a mettere il suo sigillo nel derby trasformando in rete l’assist di petto di Vucinic.[MORE]
Il Napoli travolge il Pescara con un sonoro 5-1. Il gran destro dal limite di Inler porta la squadra di Mazzarri in vantaggio dopo appena dieci minuti di gioco. Al quarto d’ora Insigne avvia un’azione offensiva e Hamsik firma il raddoppio dopo aver dribblato Terlizzi. Gli ospiti reagiscono e accorciano le distanze al 18° grazie al primo goal in Serie A dell’islandese Bjarnason; la partita è spumeggiante e lo spettacolo non manca. Cavani, Beherami e Inler cercano di aumentare lo score dei partenopei, ma gli abruzzesi sono pronti a ripartire con Cascione, Bjarnason e Vukusic. Nella ripresa è ancora la punta islandese del Pescara ad andare vicino al goal, ma la palla è alta di un soffio. Il fallo in area di Bocchetti su Cavani lascia la squadra di Bergodi in inferiorità numerica e offre al Matador l’occasione di battere Perin dagli undici metri; la stella uruguaiana trasforma il penalty e porta il Napoli sul 3-1. Al 63° è ancora Cavani a trafiggere il portiere ospite da breve distanza su assist di Hamsik; il Pescara non riesce più a proporsi in avanti e al 78° Inler chiude i giochi con una conclusione da fuori che vale il 5-1 finale.
La gara tra Inter e Palermo stenta a decollare, i rosanero chiudono gli spazi e pressano alto, mentre l’Inter fatica ad alzare i ritmi del gioco. Per vivere la prima emozione bisogna aspettare la mezzora, quando Milito si libera da un difensore e calcia un destro a giro dal limite che termina fuori. Nei primi minuti della seconda frazione di gioco i siciliani confezionano due azioni interessanti, ma falliscono proprio l’ultimo passaggio. Al 58° c’è una mischia in area e Ranocchia si ritrova il pallone sul sinistro, però la sua conclusione è fuori misura. Poco dopo Guarin calcia un rasoterra insidioso che portiere e difesa sono bravi a respingere. I nerazzurri passano in vantaggio al 73° minuto grazie all’incredibile autorete di Garcia, che interviene in scivolata sul cross di Ranocchia e trafigge il suo incolpevole portiere.
La partita dell’Olimpico tra Lazio e Parma non si sblocca facilmente, perché i ducali mantengono il possesso palla mentre i padroni di casa gestiscono la situazione senza pungere in avanti. La squadra di Petkovic va in vantaggio al 25° con Biava che, sugli sviluppi di un corner di Candreva, è bravo a mandare in rete un pallone che la retroguardia gialloblù non era riuscita a spazzar via. Al 30° Klose tocca la sfera con la mano deviando il colpo di testa a botta sicura di Parolo; gli ospiti reclamano con veemenza il rigore, ma l’arbitro e l’assistente non hanno visto il fallo e assegnano un semplice calcio d’angolo. Oltre al danno, la beffa; dopo appena quattro minuti è proprio l’attaccante tedesco a bersi la difesa del Parma e a realizzare il goal del 2-0 laziale su assist di Gonzalez. Sul fronte opposto Paletta, Parolo e Gobbi provano a impensierire Bizzarri, ma il vice-Marchetti si fa trovare pronto. Gli infortuni di Klose e Biava causano un doppio cambio obbligato tra le fila biancocelesti; così il tecnico di Sarajevo sceglie di schierare in avanti Kozak e Cana. Al 49° della ripresa è solo una strepitosa parata di Mirante su Candreva a salvare il Parma dal terzo goal. Al 65° l’arbitro assegna un penalty a favore del Parma dopo il fallo di Mauri su Sansone; Belfodil spedisce la palla in rete in seconda battuta, dopo che il portiere era riuscito a respingere, ma non a trattenere, la sua conclusione dal dischetto. Tre minuti più tardi Bizzarri salva la Lazio parando una conclusione da distanza ravvicinata di Belfodil. Le giocate di Marchionni, Belfodil e Sansone spaventano i laziali in campo e sugli spalti, ma alla fine i ducali non riescono a pareggiare.
Dopo le opportunità sprecate da Cuadrado, El Hamdaoui e Mati Fernandez, la Fiorentina passa in vantaggio al 21° grazie alla rete che Savic ha realizzato sugli sviluppi dell’angolo battuto da Borja Valero. I viola sfiorano il secondo goal appena centoventi secondi più tardi con il tiro al volo di Pasqual, ma la Sampdoria non sta a guardare. Al 25° Viviano respinge la conclusione di Tissone e sulla ribattuta Krsticic manca il bersaglio a porta vuota; poco dopo Tissone colpisce in pieno l’incrocio dei pali, ma la palla non vuole saperne di entrare. Il pareggio doriano arriva al 48° del secondo tempo, quando Krsticic riceve da Icardi, dribbla Rodriguez e insacca sotto l’incrocio. Al 53° Tomovic perde un pallone che termina tra le grinfie di Icardi; l’attaccante blucerchiato però, solo davanti a Viviano, si fa chiudere lo specchio dall’estremo difensore e spreca la una preziosa chance. A mezzora dalla fine la squadra di Montella crea un’azione dopo l’altra, ma Cuadrado, Mati Fernandez, Savic e Seferovic non riescono a concretizzare; proprio quest’ultimo si vede persino annullare una rete per fuorigioco. Nonostante il buon momento dei padroni di casa, al 73° arriva il vantaggio dei genovesi; si tratta di un’autorete di Rodriguez, che nel tentativo di anticipare Icardi spedisce la sfera nella propria porta. La Fiorentina non si perde d’animo e al 75° agguanta il pareggio sugli sviluppi di un calcio piazzato; Savic è bravissimo a trasformare di testa l’ottimo cross calciato da Pasqual. La squadra di Ferrara chiude l’incontro in inferiorità numerica dopo il fallo da espulsione di Mustafi ai danni di Pasqual. La viola chiude in avanti e , in pieno recupero, Rodriguez e Aquilani non indovinano la giusta traiettoria.
Nonostante le prime conclusioni siano state dei romanisti Florenzi e Castan, al 24° è il Siena a realizzare il primo goal dell’incontro. È il giovane difensore Neto a portare i bianconeri in vantaggio spedendo in rete un pallone crossato dall’angolo. Al 26° Rosina fallisce il colpo del ko mandando la palla alta sopra la traversa. Al 32° Destro viene atterrato al limite dell’area e così viene assegnata alla Roma una punizione da posizione interessante per Totti; il tiro del capitano è un missile, ma Pegolo riesce miracolosamente a salvarsi in corner. Nella ripresa scende in campo una squadra diversa rispetto all’opaca Roma del primo tempo e si notano subito i primi tentativi di Destro e Balzaretti. Gli uomini di Zeman attaccano e costringono il Siena nella propria metà campo; al 62° arriva il pareggio, firmato dall’ex Mattia Destro. Florenzi riceve un lancio lungo dalle retrovie e lo serve alla punta giallorossa, che di testa deve solo appoggiare in rete. Nonostante i suoi trascorsi in maglia bianconera, l’attaccante festeggia la marcatura senza alcun contegno e si guadagna così i fischi del pubblico senese. Al 72° Francesco Totti offre a Pjanic la palla del 1-2, ma la conclusione al volo del bosniaco viene deviata dal portiere. All’82° il mister boemo toglie Tachtsidis e manda in campo Perrotta; a pochi secondi dal suo ingresso, il centrocampista recupera un pallone perso dalla retroguardia toscana e infila Pegolo con un rasoterra dal limite dell’area. C’è tempo anche per un altro goal, che arriva al 92° ad opera di Destro, che mette così il sigillo sulla sua prima doppietta in giallorosso.
Nella sfida del Massimino contro il Milan, il Catania riesce ad andare in vantaggio all’11° grazie al goal dell’ex firmato da Legrottaglie sugli sviluppi di un corner. Se il primo tempo è stato avaro di emozioni, il secondo si è aperto con l’espulsione di Barrientos per doppia ammonizione. I rossoneri tirano fuori le unghie e in pochi minuti trovano il pareggio con il solito El Shaarawy, bravissimo a raccogliere il cross di Boateng e a infilare Andujar; l’attaccante della Nazionale si trovava però in posizione di fuorigioco non rilevata dal guardalinee. Al 56° arriva il raddoppio milanista con Boateng, che dal limite inventa una conclusione a giro che scavalca il portiere; prima rete stagionale per il centrocampista ghanese. Al 61° l’arbitro lascia correre sull’intervento deciso di Alvarez su Nocerino e poco dopo il Faraone si divora un goal a tu per tu con l’estremo difensore etneo. All’80° Nocerino lancia Robinho in contropiede, ma il brasiliano conclude alto sopra la traversa, mentre il Milan continua a sbagliare sotto porta anche con Emanueson, che centra il palo. Al 90° Boateng macchia la sua buona prestazione facendosi espellere per un inutile fallo a centrocampo ma, fortunatamente per la squadra di Allegri, il Faraone estrae dal cilindro un colpo da biliardo e dopo aver scheggiato il palo la palla finisce in rete.
Nella sfida tra Udinese e Cagliari sono stati i padroni di casa ad avere la meglio. Nei primi minuti Avramov compie due buone parate su Di Natale, mentre sul fronte opposto Brkic si salva dalla mischia nata dopo il cross di Avelar. Al 33° Conti sbaglia tutto, offre a Pereyra l’assist ideale e il centrocampista friulano sfodera un destro a giro imparabile per il portiere rossoblù. Cinque minuti più tardi Angella approfitta di una mischia nell’area del Cagliari e insacca il 2-0. Gli isolani non riescono a riorganizzarsi, così al 48° della ripresa Danilo firma la terza rete dell’Udinese segnando di testa su cross di Di Natale. Al 65° Pasquale cala il poker grazie all’assist di Fabbrini al termine di una perfetta azione di contropiede. Il goal della bandiera lo firma il rossoblù Dessena all’80°, sfruttando il perfetto cross di Andrea Cossu, subentrato a mezzora dalla fine.
Allo stadio Dall’Ara il Bologna si impone per 2-1 sull’Atalanta. Al 16° la punizione calciata dai trentacinque metri da Diamanti viene toccata di testa da Denis e finisce in rete; nulla può il portiere tradito dalla deviazione involontaria del compagno di squadra. Al 21° Maxi Moralez batte una punizione, Manfredini segna di testa, ma si trovava in posizione di offside e così la rete viene annullata. Occasioni su entrambi i fronti, ma il primo tempo si chiude sull’1-0. Al 49° della seconda frazione di gioco arriva il pareggio degli orobici; Cigarini porta palla in avanti, poi scarica per Denis, che batte Agliardi con un diagonale insidioso. La marcatura che decide l’incontro la realizza Gabbiadini al 69° inventandosi una semirovesciata da distanza ravvicinata che beffa Consigli.
Il Genoa viene travolto in casa dal Chievo di un Paloschi in stato di grazia. Il vantaggio dei veneti arriva su rigore al 12° dopo la trattenuta in area di Sampirisi ai danni di Hetemaj; dal dischetto Paloschi non sbaglia e il Chievo si porta sullo 0-1. Al 22° è lo stesso Paloschi a trovarsi davanti al portiere e a trafiggerlo. Al 39° il genoano Said riapre la partita deviando di testa il pallone crossato dal calcio d’angolo. Al 45° Paloschi trova il tempo di firmare una tripletta, stavolta realizzando di testa, su assist di Guana. Al 55° del secondo tempo Immobile serve a Jankovic una palla al limite dell’area e il serbo con un gran destro realizza il 2-3. Gli ospiti rimangono in inferiorità numerica al 70° per l’espulsione di Andreolli, intanto il genoano Kucka da un lato e il gialloblù Thereau dall’altro vanno vicinissimi al goal. La rete che chiude la partita la sigla Stoian all’89°, ribattendo in porta la respinta di Frey sul tiro di Jokic.
Vanna Chessa
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