Cerca

Zoom sulla Serie A - 7^ giornata

Vanna Chessa
Condividi:
Zoom sulla Serie A - 7^ giornata
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~10 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

CAGLIARI, 8 OTTOBRE 2012 – A guidare la Serie A sono ancora Juventus e Napoli, che hanno vinto rispettivamente contro il Siena e l’Udinese. Rimane invariato anche il distacco da Inter e Lazio, seconde con 15 punti; il terzetto composto da Roma, Fiorentina e Catania insegue con 11 punti. Il derby della Madonnina se lo aggiudica la squadra di Stramaccioni grazie a un goal di Samuel, ma il Milan recrimina sull’arbitraggio di Valeri. Intanto il cambio della guardia in panchina rivitalizza Cagliari e Chievo, che conquistano tre punti che valgono oro. Dopo la risoluzione del contratto tra il Cagliari Calcio e Massimo Ficcadenti, al timone della squadra rossoblù c’è il duo Pulga-Lopez; l’ex capitano cagliaritano non ha ancora il patentino da allenatore di Serie A, ma ricopre il ruolo di vice di Ivo Pulga, anche lui una vecchia conoscenza della squadra isolana. Stessa sorte per il Chievo che, dopo l’esonero del mister Di Carlo, è stato affidato all’ex bandiera gialloblù Eugenio Corini.

A Siena i padroni di casa partono meglio, ma la Juventus cresce in fretta e al quarto d’ora Pirlo realizza la rete del vantaggio calciando una punizione rasoterra che buca la barriera e si infila tra Pegolo e il palo. Giovinco e Calaiò sbagliano un goal per parte, ma un episodio chiave si verifica al 29°, quando l’arbitro grazia il già ammonito Chiellini, autore di una durissima entrata su Felipe. Cosmi si infuria per l’arbitraggio e dopo qualche minuto il quarto uomo intercetta delle frasi poco eleganti del mister senese, che si guadagna un cartellino rosso ed è obbligato a vedere il resto della gara dalla tribuna. L’imprecisione di Giovinco, l’incrocio dei pali centrato da Pirlo e la parata di Pegolo su Marchisio evitano il raddoppio dei campioni d’Italia e, proprio al 45°, Calaiò sfrutta il cross dalla destra di Angelo e insacca di testa sul secondo palo. La Juve pressa e il Siena si chiude nella propria metà campo, però continua a subire gli assalti avversari, soprattutto con Giovinco, Vucinic e Vidal. Non è certo la giornata di Chiellini, che arriva sempre in ritardo e sfiora persino l’autogoal di testa, costringendo Buffon a compiere un grande intervento. Al 77° Calaiò e Rosina falliscono una doppia occasione davanti alla porta di Buffon e, dopo pochi minuti, Marchisio segna il suo primo goal stagionale scagliando in rete una palla vagante che Giovinco aveva crossato dalla sinistra. Si chiude sul 2-1 per la squadra di Conte il match tra bianconeri. [MORE]

Allo Stadio Adriatico la Lazio rifila tre reti al Pescara. Il primo goal lo realizza Hernanes su punizione dalla distanza dopo appena quattro minuti di gioco. La squadra di Petkovic gioca a memoria e si rende ancora pericolosa con il Profeta e con Mauri, entrambi vicini al raddoppio. Al 25° Candreva pesca Klose, che dribbla il portiere e segna con facilità. Passano appena dieci minuti e il tedesco raddoppia di testa sfruttando un cross dal calcio d’angolo. I laziali vanno a riposo con la partita in tasca, mentre i padroni di casa hanno saputo impensierire gli ospiti solo con una punizione a spiovere di Colucci. Nel secondo tempo la Lazio pensa solo ad amministrare la partita e il Pescara prova a farsi avanti con Jonathas, Caprari, Quintero e Abbruscato, ma la porta di Marchetti rimane inviolata.

Il Napoli parte forte e passa avanti al 30° grazie ad Hamsik, che non spreca un grande assist di Maggio. Al 42° Cavani serve Pandev, che non arriva sul pallone e fallisce il raddoppio a portiere battuto. Un minuto più tardi l’Udinese trova il pareggio con Pinzi, che finalizza su suggerimento di Maicosuel. L’unico minuto di recupero è sufficiente per concedere a Pandev la chance di firmare il goal della vittoria; il macedone, infatti, si fa trovare pronto in area, Inler gli passa la palla, lui stoppa, si gira e conclude in rete alle spalle di Brkic. Nella seconda frazione di gioco, i partenopei chiudono gli spazi e reggono bene gli assalti dei friulani. La squadra di Guidolin si sbilancia spesso in avanti e rischia lasciando campo libero agli avversari per le azioni in contropiede. Il finale è spumeggiante, con Insigne che calcia addosso a Brkic il pallone del possibile 3-1 e Faraoni che dalla distanza sfiora la traversa di De Sanctis, che non sarebbe potuto arrivare sulla palla.

Il derby milanese n°157 della Serie A se lo aggiudica l’Inter grazie al goal di Samuel dopo appena tre minuti di gioco. Il portiere rossonero sbaglia completamente l’uscita sulla punizione di Cambiasso, il pallone proveniente dalla sinistra finisce sul secondo palo e Samuel si fa trovare pronto per correggere in rete di testa. Nell’azione del vantaggio interista, Abbiati e De Sciglio si dividono le responsabilità, infatti il difensore si è fatto rubare nettamente il tempo dal suo avversario; già in avvio di partita la squadra di Allegri è vittima di una delle amnesie difensive su calcio piazzato che stanno caratterizzano la retroguardia milanista in questo avvio di stagione. Al 7° Milito fallisce una doppia opportunità incredibile; Abbiati sbaglia il rinvio e serve il Principe tutto solo in area, ma l’argentino prima si fa anticipare in scivolata da Mexes, poi di testa colpisce debolmente e l’estremo difensore rossonero para senza problemi. Montolivo ed El Shaarawy cercano il goal con due cannonate dai venticinque metri, ma niente da fare. Il Milan continua a rendersi pericoloso con Boateng, che ha due grosse occasioni, ma prima sbaglia di pochissimo e dopo manda al lato. Al 39° Montolivo spedisce la palla in rete, ma Valeri aveva già fermato il gioco per uno scontro tra Emanuelson e Handanovic, che era rimasto a terra. L’ultima azione è ancora per la formazione di Allegri, però il portierone ex Udinese toglie da sotto la traversa la palla calciata da Bojan e si rifugia in angolo. L’Inter rimane in dieci già al 48° della ripresa, infatti Nagatomo tocca con la mano un tiro di De Sciglio e viene espulso per doppia ammonizione. Nonostante l’uomo in meno, la squadra di Stramaccioni si sistema bene in campo e resiste agli assalti degli avversari, che falliscono diverse opportunità interessanti con Boateng, Bojan e Pazzini. Sul finale i rossoneri reclamano un rigore per un presunto fallo di Samuel su Robinho; il difensore allarga in braccio, ma l’attaccante avversario sembra lasciarsi cadere in area. Si chiude 1-0 per la Milano nerazzurra il primo derby di questa stagione.

Un mister Zeman in vena di cambiamenti sorprende tutti lasciando in panchina De Rossi, Osvaldo e Burdisso, e vince all’Olimpico contro un’Atalanta sempre pericolosa. Totti suona la carica per la sua squadra calciando una delle solite cannonate da fuori area, ma sono gli orobici a rendersi estremamente pericolosi nei minuti a seguire. Stekelenburg salva la porta giallorossa con due parate strepitose su Denis e Schelotto, e poco dopo lo stesso Denis calcia fuori dallo specchio. Nonostante la difesa ancora da registrare, i padroni di casa passano in vantaggio al 30° con Lamela, che sfrutta l’assist irresistibile inventato da Totti. I bergamaschi si ritrovano immeritatamente in svantaggio, reagiscono, ma il portiere della Roma e le imprecisioni degli uomini di Colantuono evitano il pareggio. Al 43° si stampa sulla traversa il tiro di Destro, imbeccato ancora dal Capitano. Ottimo avvio nella ripresa per la formazione di Zeman, che ci prova soprattutto con il suo numero dieci. Sotto lo sguardo attento del presidente americano James Pallotta, è proprio il calciatore a stelle e strisce Bradley a realizzare la rete del raddoppio, ribattendo in rete un pallone respinto su tiro di Destro. Al minuto 73 Denis mette la palla nel sacco, si tratterebbe del 2-1, ma i direttori di gara vedono un fuorigioco inesistente e annullano la rete dei nerazzurri. La Roma trova la vittoria, ma il reparto arretrato non è ancora all’altezza della situazione.

La Fiorentina di Montella batte meritatamente un Bologna mai entrato in partita. I viola passano subito in vantaggio con Jovetic che, dopo appena sei minuti di gioco, approfitta dell’assist involontario di Carvalho e scaraventa in rete alle spalle di Agliardi. I padroni di casa possono contare su un centrocampo di grande qualità e dominano il gioco, sfiorando anche il raddoppio con il solito Jovetic. Sul finale del primo tempo, una punizione di Diamanti impensierisce Viviano, che è bravo a rifugiarsi in angolo. Al rientro dagli spogliatoi, la squadra viola continua a macinare gioco, ma non riesce a chiudere la partita. Mentre al 53° Luca Toni si vede anche annullare un goal per un fuorigioco dubbio, il Bologna è inesistente e non sa rendersi pericoloso nemmeno nella seconda frazione di gioco. In pochi minuti Mati Fernandez, Borja Valero, Tomovic e El Hamdaoui mancano l’appuntamento con il goal e il match dell’Artemio Franchi si chiude con la meritatissima vittoria della Fiorentina.

Il primo anticipo di sabato fa registrare il passo falso della Sampdoria che perde 2-1 in casa del Chievo, rinvigorito dal cambio di allenatore. Thereau e Di Michele sono i più pericolosi tra le fila dei padroni di casa, mentre per i blucerchiati ci pensa soprattutto Estigarribia. Dopo una prima fase di continui ribaltamenti di fronte, i ritmi calano un po’, ma i gialloblù non mollano la presa e realizzano il primo goal al 45° con il migliore in campo, Thereau. Nella ripresa il Chievo lascia il gioco alla Samp e cerca di sfruttare le ripartenze in contropiede, però al 60° Maresca batte Sorrentino firmando il pareggio con un gran goal su punizione. A questo punto della gara, le due formazioni si sbilanciano alla ricerca del vantaggio e all’87° Di Michele sigla la rete della vittoria per i veronesi, con il contributo decisivo del portiere Romero, che commette un errore ingiustificabile.

Il secondo anticipo finisce con un pareggio che accontenta Genoa e Palermo. I rosanero passano in vantaggio con Giorgi al 14°, dopo che Jankovic era andato vicinissimo al goal sfiorando il palo alla destra di Ujkani. Le punte genoane sfoggiano colpi di tacco, triangolazioni e botte dal limite, ma non riescono a concretizzare. Al 53° della ripresa, Borriello realizza la rete del meritato pareggio, girando di testa sotto l’angolino il cross di Jorquera. La prontezza di Frey e la sorte vanificano i tentativi di Muñoz, Hernandez, Garcia e Kurtic; intanto il Genoa recrimina per un probabile fallo di mano di Donati su cross di Sampirisi.

I tifosi rossoblù hanno dovuto aspettare ben sette giornate di campionato per vedere la propria squadra vincere e portare a casa i tre punti. Nel corso del primo tempo entrambe le squadre faticano a costruire gioco, il Cagliari chiude gli spazi e il Torino non approfitta dei calci d’angolo che riesce a conquistare. Alcune occasioni per parte, ma nessuna conclusione è eccessivamente pericolosa per i due portieri. Nella seconda metà della gara, Nainggolan ed Ekdal provano a impensierire Gillet, ma il ritmo della gara cresce solo quando Thiago Ribeiro subentra a Dessena e ricopre il ruolo di trequartista, che fino al 70° era affidato a Nainggolan. Gli ospiti conquistano un calcio di rigore al 73° minuto, quando Glik devia col braccio un tiro di Astori; Gillet si tuffa al lato, Nenè calcia potente e centrale e porta i suoi avanti 0-1 all’Olimpico di Torino. Al 79° Ribeiro lancia Ibarbo in contropiede, ma il colombiano centra il palo. Un minuto dopo Nenè dal limite dell’area cerca l’incrocio dei pali, ma il portiere si salva. All’80° viene annullata una rete a Bianchi per fuorigioco; il capitano dei granata aveva segnato di testa approfittando di una punizione battuta dal centrocampo. Gli isolani amministrano il vantaggio e si difendono bene anche dagli ultimi assalti dei piemontesi.

Il Catania non tiene sulle spine i propri tifosi e dopo appena due minuti di gioco passa in vantaggio con Gomez, che si fa pescare in area da Barrientos. Al 12° Gobbi cerca il pareggio con un gran tiro al volo, che però finisce di poco al lato. Nonostante i numerosi calci d’angolo conquistati, i ducali non trovano il goal e la partita è avara di emozioni. Al 55° Paletta salva sulla linea un tiro di Berghessio che stava entrando in porta dopo aver superato Mirante. Al 63° Almiron prova a beffare il portiere con un pallonetto dai 50 metri, ma l’estremo difensore parmigiano devia in corner. A venti minuti dalla fine il Parma rimane in dieci perché Benalouane viene espulso per doppia ammonizione; il nervosismo inizia a farsi sentire tra i gialloblù di Donadoni. Al 79° gli etnei raddoppiano; dopo un’azione sviluppata da Lodi e Izco sulla fascia, è tutto facile per Berghessio, che mette in rete la palla del 2-0. All’84° Mirante evita che i rosazzurri dilaghino, parando la punizione di Lodi; al 92° il guardalinee annulla per fuorigioco inesistente un goal regolare di Berghessio, che aveva realizzato su assist di Castro. I padroni di casa vincono con merito contro un Parma che non si è mai reso davvero pericoloso.

Vanna Chessa


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Vanna Chessa

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.