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Il Centro Studi Theotokos al Congresso Internazionale Carmelitano di Gibraleón nel cuore dell’Andalusia

Redazione
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Il Centro Studi Theotokos al Congresso Internazionale Carmelitano di Gibraleón nel cuore dell’Andalusia
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Dal 25 al 27 settembre 2026, il Convento de Nuestra Señora del Vado di Gibraleón, in provincia di Huelva, ha ospitato il Congreso Internacional Carmelitano “Regina et Decor Carmeli”, promosso in occasione del 475° anniversario della Hermandad del Santísimo Cristo de la Sangre y María Santísima de la Soledad.

L’evento ha riunito circa cinquanta esperti e ricercatori provenienti da sei Paesi che hanno disquisito sulla storia, la spiritualità, l’arte e il patrimonio legati alla tradizione carmelitana. Tra gli studiosi presenti anche Martino Michele Battaglia, membro del Comitato Scientifico del Congresso e relatore, intervenuto per il Centro Studi Theotokos con un contributo dedicato alle origini e alla diffusione del culto della Madonna del Carmelo in Calabria. Il Centro Studi Theotokos è stato fondato nel 2016 dalla professoressa Anna Rotundo e Martino Michele Battaglia.

Dalla Calabria alla Terra Santa

La relazione ha tracciato un itinerariosuggestivo tra Calabria, Terra Santa e Monte Carmelo, a partire dalla partecipazione di contingenti calabresi alla Prima Crociata. Secondo la ricostruzione presentata al Congresso, circa dodicimila calabresi si sarebbero uniti alle forze normanne al comando di  Goffredo di Buglione e di Raimondo IV di Tolosa per liberare i luoghi Santi dagli arabi. Dopo la conquista del Santo Sepolcro alcuni cavalieri crociati calabresi, attratti dalla sacralità del Monte Carmelo, avrebbero conosciuto l’esperienza degli anacoreti che vi conducevano una vita di preghiera e di particolare devozione alla Vergine Santissima.

I Carmelitani tra Sicilia e Calabria

Battaglia ha quindi seguito il percorso della tradizione carmelitana verso l’Occidente, con l’arrivo dei primi religiosi prima nel Messinese e successivamente in Calabria. Diversamente dagli altri Ordini religiosi, i Carmelitani non furono mai legati alla figura di un fondatore. Il loro ideale di vita, inizialmente dedito all’anacoretismo, s’ispirava direttamente al profeta Elia e per converso al profeta Eliseo. Tuttavia, il punto di riferimento era la Madonna, alla quale, nel corso della prima metà del Duecento, era stata dedicata la Chiesa Madre dell’Ordine sul Monte Carmelo, nell’alta Galilea.

Il passaggio dall’Oriente all’Europa comportò una profonda trasformazione: l’originaria esperienza eremitica dovette adattarsi alla nuova realtà sociale ed ecclesiale, conducendo i Carmelitani verso la forma di ordine mendicante, nel grande movimento religioso medievale che vide protagonisti anche Francescani e Domenicani.

La croce e la memoria storica della Calabria

Uno dei passaggi più significativi della relazione ha riguardato la croce presente nel logo della Regione Calabria. La massiccia partecipazione di soldati calabresi alle Crociate «ne derivò per insegna alla Calabria la Croce di Gerusalemme». Un simbolo che ha consentito a Battaglia e Anna Rotundo di intrecciare storia religiosa e identità collettiva, mostrando quanto profondamente il Mediterraneo medievale abbia inciso sulla formazione dell’immaginario culturale calabrese.

Un ponte culturale nel Mediterraneo

La partecipazione di Martino Michele Battaglia, nella duplice veste di membro del Comitato Scientifico e relatore, ha portato così a Gibraleón una pagina poco conosciuta della storia del Mezzogiorno.

Ne emerge l’immagine di una Calabria proiettata nel Mediterraneo, terra di partenze e ritorni, pellegrinaggi e devozioni, nella quale Oriente e Occidente hanno lasciato tracce profonde e indelebili della storia e delle vestigia medievali. E proprio il Carmelo, con la sua spiritualità nata in Terra Santa e approdata sulle sponde europee, rimane uno dei simboli più suggestivi di questo antico dialogo fra popoli, fede e cultura.


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