Cerca

A Rizziconi la XIV edizione del Premio Elmo: ecco i vincitori che raccontano la bellezza della Calabria

Redazione
Condividi:
Articolo segnalato da: DENISE UBBRIACO
A Rizziconi la XIV edizione del Premio Elmo: ecco i vincitori che raccontano la bellezza della Calabria
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~8 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

In un tempo in cui tutto corre, si consuma e svanisce con la stessa rapidità con cui appare sullo schermo di uno smartphone, esiste ancora un luogo capace di fermare il tempo. Un luogo dove le storie tornano ad avere peso, dove le idee trovano spazio, dove il talento non viene misurato dalla velocità con cui diventa visibile, ma dalla capacità di lasciare una traccia. Quel luogo è Rizziconi, cuore della Piana di Gioia Tauro, che il prossimo 28 luglio accenderà i riflettori sulla quattordicesima edizione del Premio Elmo. Un appuntamento che negli anni ha saputo trasformarsi da evento a vero e proprio presidio culturale: un laboratorio permanente di memoria, creatività e impegno civile capace di raccontare un’altra Italia. Quella che lavora con passione e costruisce bellezza senza clamore, che affida alla cultura il compito di unire comunità e generazioni. La suggestiva cornice del sagrato della Chiesa Madre San Teodoro Martire tornerà ad accogliere artisti, giornalisti, scrittori, imprenditori culturali, associazioni e protagonisti del mondo della ricerca, in una serata che celebra il talento come responsabilità verso la collettività.

Promosso dall’associazione Piazza Dalì e guidato dalla direzione artistica del presidente Gianmarco Pulimeni, il Premio Elmo, in quattordici anni, è diventato un punto di riferimento nel panorama culturale regionale, capace di mettere in dialogo mondi diversi: arte, informazione, editoria, moda, ricerca, impresa sociale e tutela dei diritti. Non un semplice riconoscimento, dunque, ma un racconto collettivo di esperienze e percorsi che dimostrano come la cultura possa ancora rappresentare un argine alla superficialità e un motore di trasformazione.

Ogni edizione del Premio Elmo nasce attorno a una parola, a una riflessione, a un concetto capace di interrogare il presente. Quella scelta per il 2026 è tanto semplice quanto dirompente: "Supermarket". Non è soltanto il luogo dove ogni giorno riempiamo un carrello. Diventa la metafora della società contemporanea, dominata dall'abbondanza, dall'eccesso di possibilità, dalla velocità del consumo, dal desiderio immediatamente soddisfatto, dalla continua ricerca di attenzione. Viviamo immersi in un gigantesco supermercato globale dove tutto sembra acquistabile: immagini, emozioni, opinioni, relazioni, identità. Ogni giorno attraversiamo infinite corsie digitali, scegliamo contenuti, accumuliamo esperienze, archiviamo fotografie, condividiamo opinioni e consumiamo stimoli. Ogni giorno attraversiamo corsie infinite di contenuti, scegliamo, scartiamo, accumuliamo informazioni, esperienze e ricordi che spesso non abbiamo nemmeno il tempo di vivere davvero.

Il rischio non è più la mancanza di opportunità, ma il loro eccesso. Non il vuoto, ma il sovraccarico. Non l'assenza di scelta, bensì la perdita del significato stesso della scelta.

È proprio in questa frattura della contemporaneità che il Premio Elmo individua il ruolo essenziale dell’arte e della cultura. L’arte diventa una bussola nel rumore del presente. Rallenta il tempo mentre tutto accelera, restituisce profondità mentre tutto rischia di trasformarsi in superficie, recupera valore là dove la logica del consumo tende a rendere ogni cosa immediatamente disponibile e sostituibile. Non si limita a riempire uno spazio, ma apre una possibilità di riflessione. Non produce oggetti da possedere, ma visioni da abitare. È uno strumento di orientamento capace di sottrarre persone, idee e identità al rischio dell’omologazione, restituendo alla realtà la complessità e l’autenticità che merita.

Questa riflessione attraverserà la serata del 28 luglio. «Il Premio Elmo nasce per dare voce a chi, quotidianamente, contribuisce alla crescita culturale e sociale del nostro Paese- spiega il presidente Gianmarco Pulimeni-. Questa edizione, attraverso il tema del "Supermarket", invita a leggere il nostro tempo come uno spazio saturo di stimoli, scelte e contenuti, nel quale si intrecciano consumo, identità e percezione della realtà contemporanea».

Il comitato tecnico-scientifico del Premio Elmo è composto da: Roberto Sottile (critico d’arte e curatore), Mimma Sprizzi (avvocata e attivista per i diritti e l’inclusione), Maria Morabito (in arte Marilena, è architetta, curatrice d'arte indipendente e progettista culturale. Direttrice artistica dell’associazione ACAV e vicepresidente dell’Archivio Angelo Gallo), Luigia Granata (artista e designer cosentina, titolare del brand omonimo e della G Design Italy srls. Presidente regionale Confartigianato Moda Calabria e Vicepresidente nazionale Federmoda categoria Sarti e Stilisti).

I vincitori della XIV edizione del Premio Elmo

La sezione Artisti rende omaggio a due figure che hanno scritto pagine importanti dell'arte contemporanea italiana. Il riconoscimento andrà ad Antonio Pujia Veneziano, artista originario di Monterosso Calabro e residente a Lamezia Terme, protagonista della scena artistica italiana dagli anni Settanta. La sua carriera attraversa oltre mezzo secolo di ricerca, mostre e sperimentazioni, fino alle prestigiose partecipazioni alla 54ª Biennale di Venezia, al MACRO di Roma e a numerosi progetti internazionali. Accanto all'attività artistica ha sempre affiancato quella educativa, promuovendo percorsi di inclusione sociale attraverso l'arte e collaborando con il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e con l'associazione Aleph Arte.

Accanto a lui sarà premiata Angela Pellicanò, artista reggina che ha costruito un percorso riconosciuto a livello internazionale tra pittura, scultura, ceramica e installazioni. Le sue opere hanno rappresentato l'Italia al Museo del Louvre di Parigi e sono state protagoniste di due edizioni della Biennale di Venezia. Curatrice e progettista culturale, è oggi una delle figure di riferimento dell'arte contemporanea nello Stretto, promotrice di importanti iniziative come Bovarché e la Biennale dello Stretto.

Il Premio Elmo guarda anche al giornalismo e all'editoria come strumenti fondamentali di crescita democratica. Per la sezione Scrittori e Giornalisti sarà premiata Carla Monaco, volto storico della TGR Calabria. Da oltre vent'anni racconta il mondo dello spettacolo, del teatro, della musica e della cultura, dopo un'importante esperienza al Giornale Radio Rai e la vittoria, giovanissima, del Premio Formenton riservato ai migliori giornalisti italiani under 28. Accanto a lei riceverà il riconoscimento Rubbettino Editore, una delle realtà editoriali più importanti del Mezzogiorno e del panorama nazionale. Fondata nel 1972 a Soveria Mannelli da Rosario Rubbettino, oggi rappresenta un punto di riferimento per la saggistica italiana, l'economia, la politica e le scienze sociali. La casa editrice ha saputo coniugare innovazione e radici territoriali, promuovendo iniziative di sostenibilità ambientale, il Museo d'Impresa e il Parco d'Arte Contemporanea CARTA, mantenendo sempre vivo il legame con la Calabria.

La sezione Moda racconta tre modi diversi di interpretare il talento. Il Premio Elmo andrà alla cooperativa Nido di Seta, che a San Floro ha riportato in vita l'antica tradizione calabrese della bachicoltura e della produzione della seta. Un progetto che unisce tutela della memoria, ricerca, sostenibilità ambientale e sviluppo economico, restituendo dignità a un patrimonio identitario quasi scomparso. Sarà premiato anche Claudio Ligato, stilista calabrese che ha costruito una carriera internazionale collaborando con alcuni dei più grandi nomi della moda mondiale, da Gianni Versace a Jean Paul Gaultier, da Roberto Cavalli fino alla maison Elie Saab, vestendo celebrità e portando il talento calabrese sulle passerelle internazionali. Il riconoscimento andrà inoltre a Silvano Barbalace, segretario generale di Confartigianato Imprese Calabria e consigliere del CNEL, impegnato nella valorizzazione delle imprese artigiane e del patrimonio manifatturiero regionale, considerato uno dei motori dello sviluppo economico e occupazionale della Calabria.

Il Premio Elmo celebra anche chi costruisce cultura attraverso il volontariato e il lavoro quotidiano. Tra i premiati figura la Fondazione Rocco Guglielmo, che da anni rappresenta uno dei più importanti poli dedicati all'arte contemporanea nel Mezzogiorno. Attraverso mostre, residenze artistiche, progetti come GLOCAL e Hub Calabria, la fondazione ha contribuito a rendere Catanzaro un punto di riferimento nazionale per la ricerca artistica. Riconoscimento anche alla Fondazione Le Idee di Chicco, nata per custodire e trasformare in impegno concreto l'eredità di Francesco Occhiuto. La fondazione promuove ricerca neuroscientifica, prevenzione e sensibilizzazione sulla salute mentale, collaborando con l'Università della Calabria e il CNR e sviluppando progetti che affrontano una delle emergenze sociali più rilevanti del nostro tempo: il benessere psicologico.

Tra i momenti più attesi della serata ci sarà la consegna dei Premi Speciali. Il primo sarà assegnato al giornalista Emilio Buttaro, da quarant'anni impegnato nel racconto dell'Italia e delle comunità italiane nel mondo. Una carriera costruita tra radio, televisione, quotidiani nazionali e internazionali. Un lavoro costante nel mantenere vivo il legame tra il nostro Paese e gli italiani residenti all’estero. L'altro riconoscimento andrà all'antropologo Vito Teti, tra i più autorevoli studiosi italiani delle culture mediterranee. Docente universitario, scrittore e intellettuale di riferimento, ha elaborato il concetto di Restanza, oggi entrato nel dibattito culturale internazionale come chiave per interpretare il rapporto tra territori, memoria e futuro. Le sue opere hanno contribuito a ridefinire il modo di guardare ai piccoli borghi, all'emigrazione e all'identità del Mezzogiorno.

Il 28 luglio il Premio Elmo non celebrerà soltanto dei vincitori, ma un’idea precisa di società: quella in cui il talento non rappresenta una semplice affermazione personale, ma un patrimonio da condividere; in cui l’arte non è una fuga dalla realtà, ma uno strumento per comprenderla, interrogarla e trasformarla; in cui ogni gesto di bellezza diventa una forma silenziosa di resistenza alla superficialità del presente. E mentre il grande “Supermarket” del presente continua a riversare nelle nostre vite immagini, parole e possibilità a una velocità incessante, da Rizziconi arriva un messaggio controcorrente: ciò che davvero resta non è la quantità di esperienze che attraversiamo, ma la profondità con cui sappiamo viverle; non ciò che tratteniamo per noi, ma ciò che attraverso il nostro passaggio riusciamo a generare negli altri. È questo il compito più autentico della cultura: dare senso al tempo, restituire profondità allo sguardo, custodire la memoria e costruire legami in una società che spesso tende a frammentare ogni esperienza in istanti isolati. Il Premio Elmo, ancora una volta, sceglie questa direzione: quella di una bellezza che non si consuma, perché non appartiene alla logica del possesso, ma alla forza della condivisione. Una bellezza capace di lasciare una traccia, di attraversare il presente e di consegnare futuro alle generazioni che verranno.

Ufficio stampa Denise Ubbriaco


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.