Catanzaro Padova Calabro chiede coraggio e continuità al Ceravolo. Video
Il tecnico biancoscudato punta su pressing e spirito di squadra dopo le ultime due vittorie e ritrova una piazza alla quale è rimasto legato
Il Padova si prepara alla trasferta contro il Catanzaro con la fiducia ritrovata grazie ai successi contro Avellino e Südtirol. Alla vigilia, però, Antonio Calabro richiama la squadra alla concentrazione: le vittorie devono diventare un punto di partenza per consolidare l’atteggiamento e migliorare la gestione della partita.
La sfida del Ceravolo chiude una settimana con tre incontri ravvicinati. Un impegno che richiede energie fisiche, lucidità e disponibilità al sacrificio, soprattutto contro un avversario che ha appena affidato la panchina a Michele Mignani.
Condizioni del Padova e scelte di formazione
Sul fronte delle disponibilità, Calabro non annuncia recuperi dell’ultimo momento. Le ultime due gare hanno lasciato qualche acciacco e lo staff utilizzerà il tempo rimasto prima della partita per valutare le condizioni dei giocatori.
Il tecnico mantiene comunque fiducia nelle alternative a disposizione. La profondità della rosa, secondo la sua valutazione, permette di affrontare le difficoltà contando su elementi affidabili sotto il profilo tecnico e caratteriale.
Le scelte di formazione dipenderanno quindi anche dal recupero delle energie, senza considerare automaticamente confermato l’assetto utilizzato contro il Südtirol.
Atteggiamento e aggressività prima del modulo
Uno dei temi principali della conferenza riguarda i cambiamenti tattici introdotti nell’ultima partita. Il Padova è stato costruito per il 3 5 2, ma Calabro considera la capacità di adattamento una risorsa da sviluppare.
Dopo le difficoltà emerse nelle precedenti gare interne, l’allenatore ha ritenuto necessario intervenire su quattro aspetti: tecnico, fisico, mentale e tattico. La diversa disposizione in campo è stata una parte di questo lavoro.
Per Calabro, tuttavia, nessun sistema può funzionare senza intensità, determinazione e partecipazione collettiva. È questo il patrimonio che vuole ritrovare anche a Catanzaro, sulla scia delle prestazioni contro Avellino e Südtirol.
Le soluzioni sperimentate non rappresentano dunque una scelta definitiva. Avere più possibilità significa poter rispondere meglio alle caratteristiche degli avversari e ai diversi momenti della stagione.
Pressing alto e possesso per gestire le energie
Il miglioramento richiesto riguarda soprattutto il coraggio nel pressing. Calabro vuole una squadra capace di continuare ad aggredire in avanti anche quando la partita diventa complicata, evitando di abbassarsi per timore.
Nella sua analisi esiste una differenza precisa tra arretrare perché l’avversario lo impone e rinunciare spontaneamente all’iniziativa. Il Padova dovrà riconoscere questa distinzione e conservare fiducia nel proprio lavoro.
Un altro passaggio riguarda il possesso palla. Il tecnico chiede una circolazione più efficace anche per recuperare energie e interrompere le fasi di maggiore pressione avversaria.
L’esempio arriva dalla partita di Avellino: nel finale, con gli avversari sbilanciati in avanti, sarebbe stato possibile cercare con maggiore continuità il riferimento a centrocampo rimasto libero. Una soluzione utile per far muovere gli avversari e alleggerire la pressione.
L’obiettivo è quindi migliorare la lettura dei momenti della gara, distinguendo quando verticalizzare e quando mantenere il pallone per controllare il ritmo.
Il Catanzaro di Mignani resta un avversario da interpretare
Il recente cambio di allenatore aggiunge un elemento di incertezza alla preparazione di Catanzaro Padova. Calabro osserva che Mignani ha avuto pochissimo tempo per preparare il debutto di Benevento e ritiene quindi possibile che, in quella circostanza, abbia modificato soltanto alcuni aspetti.
Con qualche giorno di lavoro in più, il Catanzaro potrebbe presentare ulteriori novità. Per questo il Padova si prepara ad affrontare sia una difesa a tre sia una linea a quattro.
Calabro richiama inoltre il valore del gruppo giallorosso: le difficoltà dell’inizio di stagione non cancellano le qualità e l’esperienza maturate negli ultimi anni.
Del collega sottolinea soprattutto la capacità di dare alle proprie squadre un’identità compatta e aggressiva, accompagnata dalla ricerca degli spazi dopo il recupero del pallone. Caratteristiche che, nella sua lettura, possono trovare interpreti adatti anche nell’organico del Catanzaro.
Moro e Artistico nel lavoro senza palla
Una parte importante dell’analisi riguarda il contributo degli attaccanti alla fase difensiva. Calabro considera indispensabile che anche i giocatori offensivi partecipino al lavoro collettivo, aiutando i compagni nelle coperture e nella pressione.
Nelle gare interne contro Carrarese ed Entella, il tecnico aveva individuato una distanza eccessiva degli attaccanti dall’azione difensiva, una volta superata la prima pressione.
Da qui la richiesta di maggiore sacrificio a Moro e Artistico, con segnali di partecipazione già emersi contro l’Entella.
Per quanto riguarda Moro, impiegato in una posizione che comporta anche compiti laterali senza pallone, Calabro riferisce di aver trovato piena disponibilità. Il giocatore si riconosce nelle richieste e ritiene di poter interpretare quel ruolo.
Il principio è che le qualità individuali acquistano valore quando vengono messe al servizio del Padova e dell’equilibrio della squadra.
Continuità e rapporto con i tifosi
Le ultime due vittorie hanno contribuito a ricostruire fiducia, ma Calabro chiede di non dimenticare le difficoltà precedenti. La continuità che cerca riguarda prima di tutto l’identità e l’atteggiamento.
Il cambiamento nell’accoglienza riservata a Moro, passato dai fischi agli applausi, viene indicato come esempio del legame tra prestazione e risposta del pubblico. Per l’allenatore, la disponibilità al sacrificio può trascinare anche l’ambiente.
Calabro riconosce le responsabilità proprie e della squadra nelle settimane più difficili. Proprio quell’esperienza deve aiutare il gruppo a mantenere alta l’attenzione, senza dare per acquisiti i progressi delle ultime partite.
Il ritorno di Calabro al Ceravolo
La trasferta ha anche un significato personale per Antonio Calabro, che torna a Catanzaro da ex allenatore giallorosso.
Il tecnico conserva un ricordo positivo della città, della tifoseria e della proprietà. La sua esperienza coincise con il periodo del Covid, circostanza che limitò la possibilità di vivere pienamente il calore dello stadio.
Resta però il piacere di ritrovare persone e un ambiente ai quali è rimasto legato. Sul campo, la richiesta al suo Padova è precisa: affrontare il Ceravolo con coraggio, compattezza e spirito di squadra, dando seguito ai segnali delle ultime due vittorie.
Video integrale - Vigilia Catanzaro-Padova Calabro: "Domani importante è l'atteggiamento. Questa squadra sa lottare"
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