Con Dee Dee Bridgewater al Festival d’Autunno il jazz diventa voce di libertà e impegno civile
La musica come spazio di libertà, memoria e consapevolezza. Al Teatro Politeama di Catanzaro, Dee Dee Bridgewater ha fatto di We Exist! un racconto musicale che mette in relazione il linguaggio del jazz con le inquietudini del presente, riaffermandone la capacità di dare voce a chi troppo spesso rimane inascoltato.
Inserito nella XXIII edizione del Festival d’Autunno, ideato e diretto da Antonietta Santacroce e sostenuto dalla Regione Calabria nell’ambito di Calabria Straordinaria, con risorse PAC 2014/20 – FUNT Eventi culturali di pregio, il concerto si è sviluppato nel segno dell’impegno civile. Un progetto che richiama l’attenzione sulle ingiustizie, sulle disuguaglianze, sulla dignità delle persone e sulle opportunità delle donne. Temi che la cantante affronta attraverso un repertorio nel quale convivono memoria musicale e riflessione sul mondo contemporaneo.
Ad affiancare la cantante è un trio tutto al femminile composto da Alexis Lombre, al pianoforte e alle tastiere, Liany Mateo, al basso, ed Evita Polidoro, alla batteria. Le tre musiciste non si limitano ad accompagnare, ma partecipano attivamente allo sviluppo del concerto, con interventi solistici e momenti di confronto.
Un repertorio che racconta il presente
La scelta delle canzoni restituisce la varietà di questo sguardo. The Music Is the Magic di Abbey Lincoln, che apre il concerto, introduce una figura fondamentale destinata a ritornare più volte nella scaletta. Accanto a questo riferimento People Make the World Go Round, originariamente eseguita da The Stylistics, richiama l’attenzione sulle dinamiche della società e sulle responsabilità individuali. Con The Danger Zone, il repertorio continua a interrogare la realtà, senza limitarsi a un’unica prospettiva musicale o tematica.
Il filo che lega queste composizioni è la capacità di affrontare il presente da angolazioni differenti, ma anche di lasciare spazio ai ricordi. Prima di eseguire Tryin’ Times, scritto da Donny Hathaway per Roberta Flack, la cantante si sofferma sul profondo legame che le univa, ricordando la scomparsa dell’artista avvenuta l’anno precedente. Il racconto accompagna l’esecuzione, conferendo alla canzone il valore di un omaggio a una voce che ha segnato la sua storia.
Il valore del dialogo sul palco
Il ruolo delle tre musiciste emerge in maniera evidente negli episodi solistici e negli scambi con la voce e gli strumenti della protagonista. Liany Mateo si distingue per la personalità dei suoi interventi. In The Danger Zone propone un assolo blues, mentre in Tryin’ Times introduce il brano con un’improvvisazione al contrabbasso, senza accompagnamento. Quando il pianoforte entra nel dialogo, passa al basso elettrico e intreccia la propria linea con la batteria di Evita Polidoro.
Su questa intro strumentale Dee Dee Bridgewater costruisce un’interpretazione in crescendo: ripete il titolo del brano con intensità sempre maggiore, fino a trasformare le parole in una sorta di grido, per poi abbandonarsi a un serrato botta e risposta con la batteria. Danza sul palco mostrando una libertà espressiva che va ben oltre la sola interpretazione vocale.
Anche Alexis Lombre trova un momento di particolare rilievo in Hey Lordy Mama di Nina Simone, quando Bridgewater la coinvolge in un duetto vocale. La pianista sorprende per una voce di grande intensità e personalità, mentre la cantante la accompagna con uno sguardo compiaciuto, lasciando emergere una spontanea complicità tra le due artiste.
La presenza di tre musiciste assume un significato ulteriore nel contesto di We Exist!: il riconoscimento delle donne nel jazz e la necessità di superare le disparità trovano sul palco una rappresentazione concreta. Il messaggio si traduce così anche nella scelta di affidare a una formazione tutta al femminile un ruolo pienamente attivo sul piano musicale.
Abbey Lincoln e il messaggio di Throw It Away
Il legame con Abbey Lincoln è ancora presente con The World Is Falling Down e And It’s Supposed to Be Love, due composizioni che confermano il rilievo della sua presenza nel progetto. Attraverso queste canzoni emerge anche la personalità della cantante in possesso di una riconosciuta vocalità ricca di sfumature, una presenza scenica dominante e la capacità di coinvolgere il pubblico.
È con Throw It Away, ancora della Lincoln, che il messaggio della serata trova una delle sue espressioni più dirette. Prima di cantare, Dee Dee Bridgewater invita a vivere ogni giorno senza negatività e a trovare il coraggio di liberarsi delle relazioni tossiche, siano esse amicizie, rapporti sentimentali o legami familiari. «Dobbiamo tagliare i ponti perché è ciò che è giusto per noi», spiega, prima di ricondurre il proprio pensiero alle parole essenziali della composizione.
Durante l’esecuzione di quest’ultimo brano, sorprende tutti quando fischia inserendosi nel dialogo musicale. Nel finale ripete più volte il verso «You can never ever lose a thing / If it belongs to you» e invita la platea a unirsi a lei. Il pubblico raccoglie l’invito e canta insieme alla cantante, trasformando la conclusione del brano in uno dei passaggi più intensi della serata.
Il bis e l’entusiasmo del pubblico
Al termine del concerto, il pubblico richiama a gran voce l’artista, tributandole un applauso prolungato. Il bis è Gonna Have to Serve Somebody di Bob Dylan, aperto dall’assolo di batteria di Evita Polidoro. La linea di basso dal carattere funkeggiante di Liany Mateo imprime al brano un andamento trascinante, offrendo alla formazione un’ultima occasione per mettere in evidenza la propria intesa.
Gli applausi si protraggono per diversi minuti. Resta il ritratto di un’artista che fa della libertà interpretativa e dell’impegno civile due aspetti inseparabili del suo percorso. È proprio in questa coerenza tra musica, espressione individuale e impegno collettivo che il titolo We Exist! trova il suo significato più immediato.
Al termine del concerto Gianni Pensabene, Presidente della Fondazione Carical, ha consegnato il Cavatore d’Argento realizzato per il Festival d’Autunno.
Il prossimo spettacolo
Sabato 14 novembre, alle ore 21, al Teatro Politeama di Catanzaro, il Festival d’Autunno presenta Malika Ayanecon il suo nuovo spettacolo A teatro, in esclusiva per la Calabria. Un viaggio musicale tra i brani più amati del suo repertorio e nuove sonorità, in cui la sua voce intensa e raffinata incontra la dimensione intima e suggestiva del palcoscenico.
I biglietti del Festival
I biglietti sono disponibili nella segreteria del Festival a Catanzaro (di fronte al Teatro Politeama), su www.festivaldautunno.com e presso tutte le rivendite autorizzate del circuito TicketOne. Per eventuali informazioni contattare il numero 351/7976071
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