ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) 13 GENNAIO 2014 - Sono trascorsi due anni dall'immane tragedia del mare del nostro tempo, che sconvolse gli italiani e scosse le coscienze sul malcostume dell'"inchino", pratica che consisteva nell'avvicinare navi di grandissime proporzioni vicino alla costa.
La Costa Concordia è ancora nel porto dell'Isola del Giglio: ora è raddrizzata. Sono stati necessari lunghi mesi e l'operazione navale più complessa della Storia per riposizionare la nava, che entro Giugno 2014 dovrebbe essere portata via, secondo le stime dei tecnici internazionali che collaborano con il Genio italiano.[MORE]
"Esprimo il mio più profondo cordoglio e rinnovo la mia vicinanza ai famigliari delle vittime. Mi associo al silenzio commemorativo in aula che rinnova un dolore indelebile per tutti noi" dice Francesco Schettino, il capitano che allora comandava la nave e che è ora imputato nel processo.
Schettino non sarà presente alla prossima udienza, per via dell'adesione a uno sciopero dei suoi legali. Il prossimo 23 Gennaio gli avvocati di entrambe le parti potranno salire direttamente a bordo, per constatare i danni e non solo. Saranno ammessi anche periti esperti delle parti, che aiuteranno nel far luce su una vicenda che ha ancora molti lati oscuri. Chi parteciperà al sopralluogo non potrà fare foto, né filmare quanto vede.
La chiesa dell'Isola del Giglio era pienissima ieri: 32 le vittime da ricordare e la corona d'alloro non basta per tenere a mente una tragedia così lacerante. Nel frattempo, Francesco Schettino, in una recente intervista alla testata francese Le Figaro spiega: "Rimpiango soltanto di aver avuto ai miei ordini ufficiali che non sono stati all'altezza".
Ciò che accadde in quella terribile sera è ormai Storia: sappiamo l'esatto secondo in cui tutto avvenne, i minuti colpevoli di ritardo, le scialuppe di un lato che non si utilizzarono e che avrebbero (forse) consentito di salvare più vite, la telefonata di De Falco a Schettino.
L'unico compito è ricordare le vittime e sperare che certe tragedie non si verifichino più (in mare e non solo).
Fonte: IlMessaggero.it
Annarita Faggioni
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