MILANO, 13 Marzo 2012 - Il Comune mette i paletti alle aperture fai da te e alla moviola selvaggia dopo le polemiche sulle liberalizzazioni degli orari volute dal Governo Monti. Negozi, bar, locali notturni rispetteranno le regole del loro quartiere, concordate col Distretto urbano del commercio (Duc) e fatte rispettare dalle ordinanze comunali. [MORE]
Nella giunta di oggi si è dato il via libera al riconoscimento di quattro Duc – Galleria, Buenos Aires, XXV Aprile, Prato Centenaro – che si aggiungeranno ai cinque esistenti (Brera, Giambellino, Isola, Sarpi, Navigli). In sostanza ognuno deciderà gli orari di apertura in totale autonomia.
La legge sulla liberalizzazione, che non dà più limiti d’orario agli esercizi commerciali, con possibilità di alzare le saracinesche 24 ore su 24 anche nelle feste comandate, spinge Palazzo Marino alle contromosse. Pisapia ha, infatti, giustamente tuonato: «c’è il diritto al riposo».
Se in alcuni contesti, come Piazza Duomo, i bar potranno servire i clienti fino a notte inoltrata come richiedono da tempo, in altre zone si potranno adottare restrizioni più severe per evitare la movida senza freno.
Nel frattempo, i negozianti pensano ai patti per approfittare delle opportunità della nuova legge che, a Milano, è per ora lettera morta. E iniziano così a fioccare le prime proposte.
Stefano Villa
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