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Fausto e Iaio: Il giorno di una tragedia irreparabile, diventa memoria collettiva

Rosy Merola
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Fausto e Iaio: Il giorno di una tragedia irreparabile, diventa memoria collettiva
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MILANO, 18 MARZO 2012-  La giunta Pisapia ha deciso di dedicare i giardini di Piazza Durante a Fausto e Iaio , all'epoca  diciottenni , uccisi il 18 Marzo 1978 , frequentanti il Centro Sociale Leoncavallo, uccisi da 8 colpi di pistola a opera di estremisti di destra. E poco fa, in merito alla suddetta cerimonia commemorativa, il Sindaco Pisapia, sulla sua pagina Facebook, ha pubblicato la seguente nota:

"Speravo ci fosse il sole... o almeno un arcobaleno. Sarebbe stato giusto, per questa giornata. Perché oggi, per noi, - qui, al Casoretto - e in tutta la Milano democratica, è una bella giornata. Oggi è il giorno in cui si ripara un’ingiustizia. Oggi è il giorno in cui una tragedia irreparabile - la morte di due giovani di 18 anni - diventa memoria collettiva. Oggi è il giorno in cui la tenacia, la passione civile, la forza di volontà di tanti, hanno finalmente vinto. Fausto e Iaio, giovanissimi militanti del centro sociale Leoncavallo, antifascisti, impegnati a cercare di costruire una società migliore, uccisi a colpi di pistola, hanno finalmente un posto in questa nostra città e saranno sempre con noi".

Prosegue Pisapia, ripercorrendo le fasi della tragedia,  "Ed è con commozione che a nome di tutti i milanesi abbiamo dedicato questi giardinetti alla memoria di due ragazzi uccisi da assassini, professionisti della morte e dell’estremismo, due ragazzi martiri di una guerra inesistente, vittime innocenti di un periodo buio della nostra storia. Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci. Due ragazzi morti ammazzati. Due ragazzi che non hanno avuto giustizia. Fausto e Iaio, è così che li conosciamo tutti, erano due ragazzi come tanti. Era sabato, quella sera di quel 18 marzo. Erano stati al parco; Daniela, la mamma di Fausto, li aspettava a cena; poi sarebbero tornati al Leoncavallo, quella sera c’era un concerto. Un sabato normale, di due ragazzi normali.mDi due ragazzi come eravamo noi, come sono oggi i nostri figli. Quella cena non l’hanno mai consumata. Sotto casa, in via Mancinelli, li aspettavano in tre. Di loro sappiamo che avevano un impermeabile bianco. Hanno sparato otto colpi. Iaio è rimasto a terra. Fausto è morto mentre lo portavano all’ospedale. Erano un pezzo della nostra meglio gioventù. Al Leoncavallo, che era il luogo dove facevano attività politica e sociale, erano impegnati in una indagine sul traffico di eroina e cocaina nel quartiere. Il loro omicidio fu uno degli episodi più orribili di quegli anni violenti".

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Aggiunge il sindaco Milano, "Ancora oggi la loro uccisione è una ferita aperta per migliaia di milanesi che vissero quei momenti, quei giorni drammatici. I loro nomi hanno ancora una forza evocativa enorme: sollevano un’ondata di dolore, di commozione, di rispetto. E di rabbia. Perché Fausto e Iaio non solo hanno perso la vita; Fausto e Iaio non hanno avuto giustizia. In quel periodo terribile si susseguivano attentati, stragi e omicidi. Furono anni caratterizzati da un odio e da una violenza che non dovranno mai più ripetersi – Aldo Moro era stato rapito da due giorni - e che dobbiamo rifiutare e condannare con tutte le nostre forze.

Ed in merito alle vicende giudiziarie, attraverso cui ancora non si è riuscito a fare chiarezza sui colpevoli, Pisapia, con veemenza, afferma, " Per molti dei delitti commessi in quegli anni è stata fatta giustizia. Chi ha sbagliato, chi ha commesso dei crimini, nella maggior parte dei casi, sta pagando o ha pagato il suo debito con la giustizia e la società. Ma per Fausto e Iaio non c’è stata verità; i colpevoli non sono stati individuati, arrestati e puniti. Non sono mai stati svelati i retroscena e le trame che le indagini hanno lasciato intravedere e sono rimasti senza nome i mandanti e le abiette motivazioni di quel delitto. Certo, nonostante i tentativi iniziali di depistaggio, è apparsa subito chiara la matrice politica di quell’attentato e le responsabilità degli ambienti della destra eversiva. Dalle indagini emerge chiaramente che è stato un agguato fascista. Anche se il giudice conclude che il quadro era ed è chiaro. Non si è però arrivati ad una sentenza di condanna definitiva, ad una verità anche giudiziaria. Una sconfitta per lo Stato. Una sconfitta per la giustizia. Una sconfitta per la democrazia. Il fatto che per Fausto e Iaio non si sia mai arrivati a una verità accertata e a responsabili certi aggiunge dolore e rabbia al dramma della morte di due diciottenni. Le tante zone d’ombra, le tante reticenze, i tanti risvolti non indagati a fondo rendono ancora più amara questa triste vicenda. Nessuno potrà quindi mai ripagare e consolare i genitori, i parenti, gli amici per una perdita tanto grave e avvenuta in modo così assurdo. Ma il lutto privato, in questo modo, diventa privazione collettiva. Non ci sono morti giuste... ma quella di Fausto e Iaio è particolarmente inaccettabile. Nessuno potrà restituirci la voglia di vivere, l’entusiasmo la carica di idealità e di speranza per il futuro di Fausto e Iaio". 

Infine, conclude Pisapia, "Oggi però Milano vuole fare qualcosa per loro e per tutti i cittadini che non hanno voluto dimenticare. Dedicare a Fausto e Iaio questo giardino è un piccolo – grande - gesto che vuole testimoniare la vicinanza e la partecipazione dell’Amministrazione Comunale. È un gesto che vuole riparare, almeno in parte, tanti anni di oblio e di latitanza delle Istituzioni. Questi giardinetti saranno un luogo di pace, di svago, di riposo, di incontro per i cittadini del Quartiere. Un luogo tranquillo per gli anziani, i bambini e le famiglie che troveranno qui un po’ di quella Milano bella, sicura, civile che vogliamo costruire insieme. Un luogo – uno dei tanti – nei quali la nostra Milano potrà ritrovare il sorriso e quel senso di umanità, di solidarietà e di impegno civile che, in passato, è stato emblema della nostra città. Milano è città medaglia d’oro della Resistenza. Fausto e Iaio, per noi, sono gli ultimi martiri della Resistenza. La resistenza alla violenza, alle ingiustizie, alla sopraffazione. Grazie"

Rosy Merola


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Scritto da Rosy Merola

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