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Videosorveglianza nel Vibonese, approvati i progetti di 18 Comuni per rafforzare la sicurezza

Redazione
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Videosorveglianza nel Vibonese, approvati i progetti di 18 Comuni per rafforzare la sicurezza
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Dalla Prefettura arriva il via libera necessario per partecipare alla procedura del Ministero dell’Interno. Ogni progetto potrà ottenere un contributo statale fino a 250 mila euro

VIBO VALENTIA – Diciotto Comuni della provincia di Vibo Valentia hanno compiuto un passo importante verso la realizzazione o il potenziamento dei propri sistemi di videosorveglianza urbana. I progetti presentati dagli enti locali sono stati esaminati e approvati durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata in Prefettura e presieduta dal prefetto Anna Aurora Colosimo.

Il parere favorevole del Comitato consente alle amministrazioni interessate di partecipare alla successiva procedura ministeriale. L’approvazione, tuttavia, non comporta automaticamente l’assegnazione dei fondi: le richieste dovranno essere valutate dal Ministero dell’Interno, che predisporrà la graduatoria nazionale sulla base dei criteri previsti.

Finanziamenti fino a 250 mila euro per ogni progetto

L’iniziativa rientra nella procedura disciplinata dal decreto interministeriale del 22 aprile 2026, adottato dal Ministero dell’Interno insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Per ogni intervento è previsto un contributo statale fino a 250 mila euro, al quale potrà essere aggiunta una quota di cofinanziamento sostenuta direttamente dal Comune. Le risorse saranno destinate alla realizzazione di nuovi impianti, all’estensione delle reti già presenti e all’aggiornamento delle tecnologie utilizzate per il controllo del territorio.

I 18 Comuni della provincia di Vibo Valentia coinvolti

Le proposte approvate riguardano i Comuni di:

  • Capistrano
  • Cessaniti
  • Dasà
  • Dinami
  • Drapia
  • Filadelfia
  • Filandari
  • Francavilla Angitola
  • Francica
  • Jonadi
  • Limbadi
  • Maierato
  • Mileto
  • Mongiana
  • Monterosso Calabro
  • Ricadi
  • San Gregorio d’Ippona
  • Sorianello

Nel corso della riunione sono state valutate le caratteristiche dei singoli progetti e le specifiche necessità delle comunità interessate. Particolare attenzione è stata riservata alle zone considerate maggiormente esposte a criminalità diffusa, reati predatori, situazioni di illegalità e fenomeni di degrado urbano.

Cosa prevedono i nuovi sistemi di videosorveglianza

Gli interventi potranno comprendere l’installazione di nuove telecamere, il potenziamento degli impianti esistenti e l’individuazione di punti strategici dai quali monitorare le aree più sensibili.

L’obiettivo è migliorare la capacità di prevenzione e rendere più efficace l’attività delle Forze dell’ordine, soprattutto nei luoghi maggiormente frequentati, lungo le principali vie di accesso ai centri abitati e nelle aree interessate da particolari criticità.

La videosorveglianza rappresenta infatti uno strumento di supporto alle attività investigative e di controllo, ma deve essere inserita in una strategia più ampia che comprenda presidio del territorio, collaborazione istituzionale e interventi per migliorare la vivibilità degli spazi pubblici.

La procedura prevede inoltre alcune limitazioni. Non possono presentare domanda gli enti che abbiano già ricevuto finanziamenti nell’ambito delle tre precedenti procedure previste dalla normativa.

Il passaggio decisivo sarà la graduatoria ministeriale

Dopo il via libera ottenuto a livello provinciale, le domande saranno trasmesse alla Commissione istituita presso il Dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno.

L’organismo esaminerà i progetti sulla base dei requisiti e dei criteri stabiliti dal decreto del 22 aprile 2026. Al termine della valutazione sarà formata la graduatoria che determinerà quali Comuni potranno beneficiare concretamente dei finanziamenti disponibili.

Il parere espresso dalla Prefettura costituisce quindi un requisito indispensabile per proseguire l’iter, ma la decisione definitiva sull’assegnazione delle risorse spetterà alla Commissione ministeriale.

Più collaborazione per la sicurezza del territorio vibonese

Alla riunione del Comitato hanno partecipato, oltre al prefetto Colosimo, i vertici provinciali delle Forze di polizia, il presidente dell’Amministrazione provinciale e il sindaco di Vibo Valentia.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dei Patti per l’attuazione della sicurezza urbana, attraverso i quali Prefettura ed enti locali coordinano le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni criminali.

Per i 18 Comuni del Vibonese, il prossimo passaggio sarà dunque l’esame ministeriale. L’eventuale assegnazione dei fondi permetterebbe alle amministrazioni di rafforzare il controllo delle aree più vulnerabili e di investire in strumenti destinati a migliorare la sicurezza urbana e la qualità della vita dei cittadini.


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