ROMA, 17 APRILE 2014 – Inizialmente sembrava un caso di suicidio, ma si è rapidamente trasformato in un vero e proprio giallo. Emanuele Insinna, 54 anni, capo della sicurezza della Telecom, è stato trovato morto all’entrata dei garage del palazzo dell’azienda, verso le 11 di questa mattina.
Insinna, padre di due figli e dipendente Telecom da oltre quindici anni, era un ex collaboratore di Giuliano Tavaroli, fra i protagonisti dello scandalo Telecom-Sismi, nota inchiesta su spionaggio e dossieraggio. Sembrerebbe che l’uomo si sia lanciato dall’ottavo piano del palazzo, a Parco De Medici, in zona Magliana Vecchia.
Insinna che, a detta di alcuni colleghi, stava attraversando un periodo di depressione a causa di problemi familiari, non era stato in alcun modo coinvolto nello scandalo che aveva travolto l’ex capo della sicurezza della Telecom. [MORE]Nel corso dell’inchiesta, il nome di Insinna era saltato fuori solo una volta, durante una dichiarazione di Tavaroli in merito al possesso di alcuni atti riservati: «Si tratta - aveva dichiarato l’indagato - di documenti redatti da Emanuele Insinna, mio collaboratore nell'ufficio Telecom che si occupa del segreto di Stato».
Un altro suicidio misterioso si va quindi ad aggiungere alla lista di misteri che ruotano attorno allo scandalo Telecom-Sismi. Il primo caso è quello del suicidio di Adamo Bove, ex poliziotto messo a capo della sicurezza della Telecom subito dopo lo scandalo, gettatosi da un cavalcavia a Napoli. L’ipotesi del suicidio è sempre stata contestata dai familiari della vittima.
Sulla morta, considerata suicidio, di Emanuele Insinna è stato aperto un fascicolo dalla procura di Roma, mentre il pm ha già disposto l'autopsia.
(fonte www.ilmessaggero.it)
(foto www.ilfattoquotidiano.it)
Elisa Lepone
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