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Muore durante un fermo di polizia a Bologna

Redazione
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Muore durante un fermo di polizia a Bologna
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Muore durante un fermo di polizia a Bologna, aperte indagini sulla morte del 42enne Abderrahim Fakir

La Procura acquisisce le bodycam degli agenti mentre familiari, istituzioni e cittadini chiedono chiarezza sull'accaduto nel quartiere Pilastro

Presunzione di innocenza
Si ricorda che, ai sensi dell'articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a una sentenza definitiva di condanna.

Tragedia a Bologna durante un intervento della polizia

Una drammatica vicenda scuote Bologna, dove un uomo di 42 anni, Abderrahim Fakir, cittadino di origine marocchina regolarmente residente in Italia, è morto durante un fermo di polizia nel quartiere Pilastro. L'episodio è avvenuto nella tarda mattinata di una domenica estiva in via Svevo, una zona popolare e multietnica della città, e ha immediatamente acceso il dibattito pubblico sulle modalità dell'intervento delle forze dell'ordine.

La Procura ha già avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto, mentre la Questura di Bologna ha annunciato che le bodycam indossate dagli agenti saranno immediatamente messe a disposizione del pubblico ministero Domenico Ambrosino, titolare delle indagini.

La ricostruzione dei fatti

Secondo quanto riferito dalla polizia, alcuni residenti avevano segnalato la presenza di un uomo in forte stato di agitazione all'interno di un garage di via Svevo. Sul posto sono intervenuti una volante e un'ambulanza del 118.

L'uomo, identificato come Abderrahim Fakir, titolare di un'impresa di facchinaggio e arrivato al Pilastro per fare visita ad alcuni parenti, avrebbe manifestato un comportamento particolarmente agitato. Gli agenti avrebbero tentato inizialmente di calmarlo, ma durante l'intervento il 42enne avrebbe colpito anche l'auto di servizio con alcuni calci.

Successivamente, secondo la ricostruzione disponibile, gli operatori avrebbero utilizzato lo spray al peperoncino e quindi immobilizzato l'uomo a terra, con i polsi dietro la schiena, nel tentativo di ammanettarlo.

Il video riprende gli ultimi istanti prima del decesso

A documentare parte dell'intervento è un video registrato da un residente affacciato alla finestra della propria abitazione.

Nelle immagini si sentono chiaramente le grida dell'uomo che ripete più volte "Basta, aiuto", mentre continua a divincolarsi durante le operazioni di contenimento. Nel filmato compare anche una terza persona, probabilmente un residente, che aiuta gli agenti a bloccare le caviglie del 42enne.

Pochi istanti dopo l'uomo sembra perdere conoscenza. Uno degli agenti prova a verificarne le condizioni, senza ottenere risposta. Sul posto erano presenti anche alcuni sanitari del 118, che nel video risultano intervenire dopo che l'uomo era ormai privo di sensi e già legato ai polsi e alle caviglie.

La versione della Questura di Bologna

Attraverso una nota ufficiale, la Questura di Bologna ha ricostruito l'accaduto spiegando che gli agenti sono intervenuti in seguito alle segnalazioni dei cittadini.

Secondo la Questura:

  • gli agenti sono stati chiamati per una persona in escandescenza;
  • durante il contenimento sarebbero stati aiutati anche da alcuni cittadini presenti;
  • il supporto del 118 sarebbe stato richiesto immediatamente;
  • il decesso sarebbe avvenuto dopo le operazioni di contenimento, effettuate anche alla presenza del personale sanitario.

Saranno ora gli accertamenti della magistratura a verificare ogni fase dell'intervento.

Indagini aperte anche dall'Ausl

Anche l'Ausl di Bologna ha disposto un'indagine interna per fare piena luce sull'accaduto.

Gli investigatori analizzeranno tutti gli elementi disponibili, comprese le immagini delle bodycam degli agenti, il video registrato dai residenti, le testimonianze raccolte sul posto e gli esiti degli accertamenti medico-legali che dovranno stabilire con precisione le cause del decesso.

Il dolore della famiglia e la protesta dei residenti

Profondo il dolore dei familiari di Abderrahim Fakir.

La sorella della vittima ha espresso tutta la propria disperazione, sostenendo di voler conoscere la verità su quanto accaduto e affermando che la famiglia è stata informata soltanto del decesso del 42enne.

Nel frattempo numerosi residenti del quartiere Pilastro sono scesi in strada chiedendo giustizia e contestando l'operato della polizia. La tensione è stata contenuta anche grazie all'intervento del fratello della vittima, che viveva con lui e ha invitato i presenti alla calma.

Tra i testimoni, alcuni residenti hanno raccontato di aver sentito ripetutamente l'uomo chiedere aiuto durante le fasi del fermo.

Le richieste delle istituzioni

Sulla vicenda sono intervenuti anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, che hanno chiesto che venga fatta piena luce sull'intera dinamica dei fatti.

In serata i residenti del Pilastro hanno organizzato un presidio di protesta, mentre i familiari della vittima hanno definito l'accaduto un presunto "assassinio di Stato", espressione riportata nell'ambito delle manifestazioni di protesta.

Ilaria Cucchi annuncia un'interrogazione parlamentare

Sulla morte di Abderrahim Fakir è intervenuta anche la senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Cucchi, che ha definito quanto emerge dal video "un fatto estremamente grave".

La parlamentare ha dichiarato di augurarsi che non si tratti di un caso analogo a quelli di Riccardo Magherini e Federico Aldrovandi, due vicende che negli anni hanno profondamente segnato il dibattito pubblico sul rapporto tra interventi delle forze dell'ordine e tutela delle persone in stato di alterazione.

Cucchi ha inoltre annunciato la presentazione di un'interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti sull'intera vicenda.

Le indagini proseguono

La morte di Abderrahim Fakir resta ora al centro delle indagini coordinate dalla Procura di Bologna. Gli inquirenti dovranno ricostruire con precisione la sequenza degli eventi, analizzare le immagini delle bodycam, acquisire tutte le testimonianze disponibili e attendere gli esiti degli accertamenti medico-legali.

Solo gli approfondimenti investigativi e gli eventuali sviluppi giudiziari potranno chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità nel pieno rispetto del principio della presunzione di innocenza sancito dall'ordinamento italiano.


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