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Spagna campione del mondo: Ferran Torres piega l'Argentina ai supplementari e scrive la storia

Nicola Cundò
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Spagna campione del mondo: Ferran Torres piega l'Argentina ai supplementari e scrive la storia
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La Roja supera 1-0 l'Albiceleste nella finale del Mondiale americano: decisivo Ferran Torres, Messi chiude il torneo tra le lacrime

La Spagna conquista il Mondiale americano al termine di una finale combattutissima, battendo l'Argentina per 1-0 ai tempi supplementari grazie alla rete di Ferran Torres. Un successo che entra nella storia del calcio internazionale: la Roja diventa infatti la prima nazionale a vincere due Campionati del Mondo per due volte nel XXI secolo, sedici anni dopo il trionfo del 2010.

La sfida, attesissima per il confronto generazionale tra Lionel Messi e Lamine Yamal, viene invece decisa da un altro protagonista del Barcellona, Ferran Torres, autore del gol che vale il titolo iridato. Per l'Argentina si chiude così il ciclo mondiale da campione in carica, con Messi che lascia il campo visibilmente commosso dopo la cerimonia di premiazione.

Finale del Mondiale tra emozioni e contestazioni

Prima del calcio d'inizio, la finale è stata caratterizzata anche da un clima particolare sugli spalti. All'ingresso in campo sono arrivati fischi rivolti a Donald Trump e a Gianni Infantino, mentre il caldo torrido del New Jersey ha fatto da cornice a una delle finali più attese degli ultimi anni.

Sul piano tattico, il commissario tecnico della Spagna Luis de la Fuente conferma l'undici titolare che aveva eliminato la Francia in semifinale. Dall'altra parte, Lionel Scaloni cambia tre uomini rispetto alla formazione iniziale vista nella semifinale contro l'Inghilterra: dentro Montiel, De Paul e Gonzalez, al posto di Molina, Simeone e Paredes.

La Spagna domina il possesso, l'Argentina fatica a reagire

Fin dai primi minuti è la Roja a prendere il controllo della partita, imponendo il proprio ritmo attraverso un lungo possesso palla. L'Argentina prova ad affidarsi alle iniziative di Lionel Messi, ma la retroguardia spagnola concede pochissimi spazi.

Il capitano argentino rappresenta il filo conduttore della sfida: era presente anche nel 2010, quando la Spagna conquistò il suo primo titolo mondiale, e continua a essere il simbolo di una generazione irripetibile.

Tra gli spagnoli non mancano i legami con il fuoriclasse argentino. Aymeric Laporte lo aveva affrontato da avversario ai tempi dell'Athletic Bilbao, mentre giovani come Lamine Yamal, Pau Cubarsí e Marc Cucurella sono cresciuti ispirandosi proprio alle imprese di Messi con il Barcellona.

La prima vera occasione arriva al 38', quando un'azione corale libera Oyarzabal al tiro dal limite, conclusione però centrale e facilmente controllata da Emiliano Martinez.

Poco dopo, l'Argentina perde Lisandro Martinez, costretto ad abbandonare il campo per infortunio e sostituito dal veterano Nicolás Otamendi.

Primo tempo bloccato e pochissime occasioni

I primi 45 minuti si chiudono con appena due tiri nello specchio della porta, entrambi della Spagna. Un dato statistico che evidenzia l'equilibrio e la prudenza delle due squadre: una finale mondiale non registrava così poche conclusioni in porta da oltre sessant'anni.

Durante il maxi intervallo, lo spettacolo viene animato dalle esibizioni di Madonna, Shakira, Justin Bieber, Ronaldo e Ronaldinho, mentre gli allenatori preparano le mosse per cambiare l'inerzia della gara.

Scaloni cambia uomini, la Roja continua a spingere

Nella ripresa Scaloni inserisce Leandro Paredes, ma il centrocampista perde immediatamente un pallone pericoloso nella propria metà campo, senza però conseguenze grazie all'errore di Baena.

Con il passare dei minuti la Spagna continua a guadagnare campo. Entrano Pedri e Ferran Torres, mentre l'occasione più importante nasce da una giocata di Lamine Yamal, il cui cross trova proprio Torres, incapace però di indirizzare con precisione il colpo di testa.

Anche l'Argentina prova a cambiare volto con gli ingressi di Simeone e Medina, ma continua a soffrire la qualità del palleggio spagnolo.

Rosso all'Argentina e finale in dieci uomini

La gara si infiamma nel finale dei tempi regolamentari. Dopo alcuni interventi duri e diversi episodi di tensione, Fernandez commette fallo su Cubarsí. Essendo già stato ammonito per proteste, riceve il cartellino rosso, lasciando l'Argentina in inferiorità numerica.

Pochi istanti dopo, una splendida punizione di Lamine Yamal viene respinta da una straordinaria parata di Martinez, che mantiene il risultato sullo 0-0 e trascina la sfida ai supplementari.

Supplementari a senso unico: Ferran Torres decide il Mondiale

Al termine dei novanta minuti l'Argentina non è ancora riuscita a effettuare un tiro verso la porta spagnola e affronta i supplementari con un uomo in meno.

La Spagna continua ad attaccare senza sosta. Nico Williams trova anche la via della rete, ma l'arbitro Vincic annulla l'azione.

All'inizio dell'ultimo quarto d'ora il dato dei tiri fotografa perfettamente l'andamento dell'incontro: 19 conclusioni a zero in favore della Roja.

La pressione, alla fine, produce il gol decisivo. Dopo il rientro in campo, Pedro Porro crossa dalla trequarti, Nico Williams prolunga di testa e Ferran Torres si fa trovare puntuale davanti alla porta, firmando l'1-0 che consegna il Mondiale alla Spagna.

Messi saluta il trono mondiale, la Spagna apre una nuova era

Nel finale l'Argentina tenta un ultimo assalto con orgoglio, ma la difesa spagnola resiste. Cubarsí salva in maniera decisiva, mentre Simeone spedisce alta quella che sarà l'ultima occasione dell'Albiceleste.

Il triplice fischio sancisce la nascita di una nuova pagina nella storia del calcio internazionale. La Spagna torna sul tetto del mondo sedici anni dopo il trionfo del 2010 e inaugura una nuova generazione vincente, guidata da giovani talenti come Lamine Yamal, Cubarsí e Nico Williams, insieme ai protagonisti più esperti della rosa.

Per l'Argentina termina invece il regno iridato. Lionel Messi, simbolo di un'epoca straordinaria e tra i più grandi calciatori della storia, lascia il campo in lacrime dopo la premiazione, chiudendo una finale destinata a rimanere impressa nella memoria degli appassionati di calcio.


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Scritto da Nicola Cundò

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