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Napoli, aggredito in carcere l'uomo accusato di aver ucciso la piccola Fortuna

Sara Svolacchia
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Napoli, aggredito in carcere l'uomo accusato di aver ucciso la piccola Fortuna
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NAPOLI, 1 MAGGIO 2016 – È stato aggredito da altri detenuti del carcere: così, il presunto assassino della piccola Fortunata è stato “punito” dai sui compagni di cella, ugualmente condannati per reati di abusi.

Secondo quanto si apprende, il 43enne Raimondo Caputo avrebbe riportato numerosi lividi e un’escoriazione all’occhio. L’aggressione sarebbe avvenuta al terzo piano del carcere di Poggioreale, a Napoli. Il padiglione “Roma”, nel quale il detenuto si trovava, presenta un’apposita sezione per i reati sessuali. Caputo era stato posizionato in quella zona proprio per evitare che episodi come quello accaduto, tendenzialmente frequenti in carcere, potessero verificarsi. Le precauzioni, però, non sono bastate e l’indagato è stato ora trasferito in una cella singola.

Caputo si trova in carcere già da quattro mesi con l’accusa pedofilia: l’uomo avrebbe infatti violentato ripetutamente le tre bambine della sua compagna. Da qualche giorno, gli è stata anche notificata l'accusa per l'omicidio della piccola Fortunata. [MORE]

Sull’accaduto è intervenuto il procuratore capo di Napoli Nord, Francesco Greco: "Non può definirsi un linciaggio. Abbiamo saputo che c'è stata una aggressione o un tentativo di aggressione fisica al detenuto, che peraltro era già in carcere da tempo per un'altra accusa di abusi su minore e quindi siamo in attesa di capire. Ma erano state compiute valutazioni in tal senso. Il reato, essendosi consumato a Poggioreale sarà ovviamente trattato dai colleghi della Procura di Napoli”.

Nel frattempo, il ministro Alfano ha rinnovato l’invito, per coloro che sono a conoscenza dei fatti, a confessare: “Chi sa parli. Noi abbiamo bisogno di parole da parte di chi sapeva e non ha voluto dirle queste parole precedentemente perché questo silenzio è pesato in termini di ferocia quanto quel terribile gesto che ha visto coinvolta Fortuna”.

(foto: si24.it)

Sara Svolacchia
 


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Scritto da Sara Svolacchia

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