ROMA, 22 LUGLIO 2011 - I magistrati devono essere «inappuntabili», in modo da vanificare «attacchi inammissibili alla magistratura» disinnescando un «fuorviante conflitto con la politica». È quanto ha dichiarato questa mattina il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso che ha tenuto al Quirinale durante la celebrazione della Cerimonia del Ventaglio.
Il Capo dello Stato chiarisce, in questo modo, la sua posizione in merito al rapporto tra politica e magistratura, ribadendo la «funzione di fondamentale interesse nazionale di cui è portatrice la magistratura con l'obbligo di intervenire di fronte a ogni singolo, concreto caso in cui si manifestino sindromi di violenza, forme vecchie e nuove di corruzione, abusi di potere e attività truffaldine, [MORE]che oggi dominano la cronaca quotidiana». «Come si possa cogliere – ha aggiunto Napolitano - in un discorso che partiva da quella affermazione il rischio di veder posti sullo stesso piano chi commette i reati e chi li combatte, lascio a voi giudicarlo».
Le parole del presidente della Repubblica si riferiscono alle polemiche scoppiate in seguito ad altre sue affermazioni contenute nel discorso tenuto ieri al Quirinale davanti ai magistrati ordinari in tirocinio, durante il quale aveva parlato di “intollerabile e sterile scontro tra politica e magistratura” e aveva invitato i magistrati a «ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti esposizioni mediatiche, a non indugere ad atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione l'imparzialità dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale, bilanciando le esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti».
Parole, pronunciate il giorno successivo alla decisione della Camera di autorizzare l'arresto del pidiellino Alfonso Papa, che non devono essere piaciute ad una parte della classe politica. «Con tutto il rispetto per la funzione e il ruolo del presidente della Repubblica – aveva dichiarato il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro - non posso condividere le sue parole». «Mi pare – aveva aggiunto Di Pietro - fuori luogo e fuori tempo fare di tutt'erba un fascio e parlare, come ha fatto il Capo dello Stato, di scontro tra politica e magistratura, come se ci trovassimo di fronte ad una guerra tra bande». «Tali banali generalizzazioni rischiano di far credere che chi commette reati e chi li combatte siano sullo stesso piano».
Con il discorso tenuto oggi durante la cerimonia di consegna del Ventaglio da parte dell'Associazione Stampa Parlamentare, Napolitano, dopo aver chiarito il suo pensiero in merito al cosiddetto “scontro” tra politica e magistratura, è intervenuto anche su un altro tema spinoso: la nomina del prossimo ministro della Giustizia, che andrà a sostituire Angelino Alfano, eletto segretario del PdL. «Io non ho visto nessuna lista di nomi», ha dichiarato il Capo dello Stato, auspicando, tuttavia, che il prossimo Guardasigilli sia scelto tra i parlamentari e non tra gli esponenti di governo.
Serena Casu
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