Un po’, forse assai meno di un po’, è anche merito suo, della cavalcata esaltante che la squadra giallorossa sta effettuando in questo campionato. Romano di Testaccio, Claudio Ranieri è approdato alla squadra della sua città tra gli umori di tifosi all’inizio poco convinti della scelta del dopo Spalletti. Esonerato dalla Vecchia Signora, che per lui ha abbandonato lo storico “stile Juve”, che prevedeva di terminare il campionato con un unico allenatore, Ranieri prende in mano una Roma smarrita, irriconoscibile che naviga nella parte “destra” della classifica, quella che non le compete.[MORE]
Sembra quasi una sceneggiatura di un grande autore, da quel momento la squadra trova compattezza, gioco e risultati. Inizia una risalita costante verso la vetta, pare di assistere ad un gran premio dove la macchina più veloce, al semaforo verde, parte dalle ultime posizioni e comincia, sorpasso dopo sorpasso, ad infiammare gli spettatori. A suon di gol e di brillanti prestazioni i ragazzi di Ranieri effettuano l’ultimo sorpasso e si mettono davanti a tutti, ritrovando in campo il capitano, l’anima ed il genio. Non è ancora finita la corsa che l’autore della storia si inventa un nuovo intreccio da brividi. L’Inter batte la Juve, controsorpasso. La Roma deve battere la Lazio.
Il derby si sa, è difficile di per sé, ma questo è ancora più complicato. La Lazio ha fame di punti e potrebbe essere arbitro della lotta scudetto. Roma impazzisce, attende, trepida.
Ecco lì i 22 finalmente in campo, ma quelli che sembrano davvero scesi sono gli 11 biancocelesti. I giallorossi sembrano assenti, il tridente in attacco Totti, Vucinic, Toni appare evanescente.
La Lazio invece c’è ed il Dio del calcio gli concede giustizia: gol di Rocchi e fine primo tempo.
Cosa può passare per la mente di Ranieri negli spogliatoi lo si può solo immaginare. Scudetto perso con la Lazio, derby giocato male, rincorsa vanificata in soli 90 minuti. Non è possibile. Lascia in panca Totti e De Rossi per Menez e Taddei. Troppo nervosi, dirà dopo. Fuori dal derby capitano e vicecapitano, fuori 2 romani, ma soprattutto fuori 2 fuoriclasse. Scelta tecnico-tattica ma anche psicologica.
Si ricomincia ed è subito rigore per la Lazio. Floccari sul dischetto. Romanisti impietriti. Parato.
La Roma ora gioca e prende in mano la partita. Pareggia Vucinic. Poi calcio di punizione per la Roma al limite. Calcia di nuovo Vucinic, violento il tiro, la barriera si apre e la palla passa sulla testa del portiere e si insacca in rete.
Di nuovo al comando, ancora primi i giallorossi, festa grande. “Se avessimo perso, mi avrebbero crocifisso” scherza Claudio Ranieri, ma forse non si discosta dalla verità. C’era da scegliere e lo ha fatto, c’era da rischiare ed assumersi le responsabilità e non si è tirato indietro. C’era da vincere ed ha vinto.
Qualunque cosa accada sarà stato un campionato avvincente ed una Roma da applausi.
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