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Salute, laboratori di analisi chiusi in Sicilia

Caterina Portovenero
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Salute, laboratori di analisi chiusi in Sicilia
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PALERMO, 3 GIUGNO 2013 - E' partita la serrata dei laboratori di analisi siciliani, scaturita da una protesta contro l’entrata in vigore del nuovo tariffario della Regione tagli anche fino al 40% sui rimborsi alle prestazioni sanitarie private. In proposito l’assessore regionale alla sanità della Regione siciliana, Lucia Borsellino aveva dichiarato: "Sono disponibile a ogni confronto e a portare avanti ogni proposta ragionevole tenendo presente che la Regione segue norme, sentenze e vincoli di bilancio. L’applicazione del tariffario nazionale è dovuta”.

La Borsellino ha inoltre sottolineato che, le tariffe che entreranno in vigore sono previste da un decreto dei ministri della Salute e dell’ Economia, che a gennaio "ha aggiornato le tariffe massime per la remunerazione delle prestazioni di assistenza ospedaliera e per la remunerazione delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale a carico del Servizio Sanitario Nazionale valide dalla data di entrata in vigore del decreto medesimo fino al 31 dicembre 2014". 

"Altre regioni - ha continuato la Borsellino - che hanno mantenuto tariffe maggiori per alcune prestazioni, potevano farlo solo se a carico del proprio bilancio regionale e non del fondo sanitario. I nostri uffici hanno valutato, con le categorie interessate, ogni possibile soluzione. Ma la loro percorribilità è sostanzialmente subordinata al reperimento di risorse, in atto non previste nel Bilancio regionale, o, per quanto attiene alla modifica del decreto ministeriale, ad un percorso dall’esito comunque subordinato ad un confronto con il Ministero". “Far pagare prestazioni a carico del servizio sanitario è un grave disservizio verso i cittadini e chi lo fa deve assumersene la responsabilità. Questo governo ha già assunto l’impegno di mantenere invariati gli aggregati di spesa per il settore, nonostante minori trasferimenti di risorse complessive da parte dello Stato. Ricordo che le strutture private accreditate sono contrattualizzate con il Servizio Sanitario ed operano per conto dello stesso”.

Gli analisti hanno fatto sapere, attraverso un comunicato dei sindacati, che le nuove tariffe “non consentono neppure di recuperare i costi di produzione delle prestazioni e di garantire i livelli qualitativi accettabili delle stesse, non potendo le stesse, a tali condizioni, sostenere i costi del mantenimento dei requisiti di accreditamento, sia in termini di requisiti strutturali, strumentali, organizzativi, che in termini di mantenimento dei livelli di personale”. "Se l’assessore ci ricorda di lavorare in base ad un contratto, noi ricordiamo a lei il principio costituzionale della giusta remunerazione”. “Nessuno può costringerci a lavorare ricevendo finanziamenti molto al di sotto dei costi di produzione”.

Mercoledì intanto è prevista una manifestazione regionale, a Palermo, davanti all’assessorato regionale alla Salute. [MORE] 

(Foto dal sito fermi.mo.it)

Katia Portovenero


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Scritto da Caterina Portovenero

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