LECCE, 8 OTTOBRE 2014 - L'assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, ha presentato la bozza del nuovo Piano riordino sanitario presso la Asl di Lecce. L'incontro, tenutosi alla presenza del presidente della provincia, Antonio Gabellone, dei sindaci dei comuni sede di ospedali e distretti sanitari, degli operatori e dirigenti medici, e delle rappresentanze sindacali, è servito ad illustrare il progetto che la Regione Puglia ha intenzione di varare per la riorganizzazione dei nosocomi salentini.
Per ora si tratta solo di una fase transitoria che si realizzerà concretamente nel prossimo mese di dicembre. Nel complesso il Salento, tra compensazioni e trasferimenti, dovrebbe perdere 29 posti letto passando dagli attuali 2.599 ai previsti 2.570. [MORE]
La riorganizzazione, che interessa anche le strutture private accreditate, prevede un bilanciamento di posti letto tra i vari reparti dei nosocomi nonché un generale aumento di posti letto nei presidi territoriali.
Nello specifico, il più penalizzato è l'ospedale "Santa Caterina Novella" di Galatina che perde 24 posti di Ortopedia, 14 di Chirurgia, 10 di Medicina, 8 di Ostetricia, 3 di Geriatria, compensati da 20 di Lungodegenza e 4 di Terapia intensiva. A seguire il "Delli Ponti" di Scorrano che perde 24 posti di Ostetricia, 6 di Neonatologia, 8 di Cardiologia, guadagnandone 4 per Unità coronarica.
Aumentano, invece, i posti letto al "Sacro Cuore" di Gallipoli dove, a fronte di una diminuzione di 12 posti di Medicina e 4 di Cardiologia, si registra un ampliamento di 24 posti di Ortopedia e 12 di Lungodegenza. Si potenzia anche il "Ferrari" di Casarano che, pur perdendo 24 posti di Ortopedia, 4 di Cardiologia e 2 di Endocrinologia, acquista 24 posti di Ostetricia, 6 di Neonatologia, 3 di Psichiatria e 4 di Unità coronarica.
Anche il "San Giuseppe" di Copertino incamera 6 posti di Chirurgia, 6 di Terapia intensiva, 6 di Ortopedia e 4 di Unità coronarica, a fronte di una perdita di 8 di Ostetricia e 4 di Lungodegenza. Rimane sostanzialmente invariata la situazione del "Fazzi" di Lecce e del "Galateo" di San Cesario.
Significativi sono gli aumenti dei posti nei presidi territoriali: 40 posti in più per Nardò e Maglie, 37 per Poggiardo e 32 per Gagliano del Capo.
«Il dialogo con dirigenti e primi cittadini è stato costruttivo - ha dichiarato Pentassuglia - ed ho apprezzato la loro impostazione che guarda alle necessità del territorio tralasciando le battaglie di campanile e i toni da campagna elettorale. C’è stato un confronto davvero molto costruttivo e serio e ciò mi fa credere di aver sbagliato a rimandare l’incontro di una settimana perché abbiamo ingenerato preoccupazioni inutili. Ho lasciato alla Asl di Lecce un paio di settimane di tempo per compiere le proprie valutazioni perché, al di là della riduzione dei posti letto, il problema rimane nella qualità dei servizi offerti e nell’occupabilità di quelle strutture. Lo sblocco delle assunzioni e l’utilizzo del tempo indeterminato, insieme all’ammodernamento tecnologico, ci consentiranno di offrire nuove risposte».
Diverse le reazioni politiche in merito alla bontà del piano. Se da un lato i sindaci dei comuni interessati hanno fatto buon viso a cattivo gioco, dall'altro le opposizioni non hanno mancato di far sentire la propria voce.
I consiglieri regionali di Forza Italia, Aldo Aloisi, Antonio Barba, Saverio Congedo e Luigi Mazzei, pur apprezzando il metodo del confronto e della concertazione con il territorio, criticano apertamente il piano di riordino dichiarando che «certamente non potrà colmare dieci anni di fallimenti del centrosinistra che hanno dilaniato la sanità regionale. È un piano che arriva molto in ritardo, dopo anni in cui si è navigato a vista con programmazioni adottate e non applicate, una serie di inadempienze che hanno portato al Piano di Rientro con la chiusura di 22 ospedali e mille e 200 posti letto in meno. Senza considerare la promessa non mantenuta che alla chiusura degli ospedali sarebbe seguito il potenziamento della medicina del territorio. Ad oggi anche su questo fronte che doveva rappresentare un fiore all’occhiello del sistema, siamo all’anno zero e queste strutture sono delle scatole vuote come a Nardò, Gagliano e Campi. Si sta operando un taglio senza anima: alla chiusura dei reparti di ginecologia ed ostetricia, infatti, non corrisponde un potenziamento degli altri servizi. Così come non si può assistere al lento smantellamento della struttura di genetica ed ematologia del Vito Fazzi, che registra una mobilità attiva del 20 per cento, ma che si sta progressivamente depotenziando».
Sulla sponda opposta, il Pd, tramite il coordinatore provinciale, Gabriele Abaterusso, si riserva di valutare in modo compiuto la proposta di riordino, ma ritiene comunque «positivo che si sia scelta la strada del confronto, senza presentare scelte calate dall’alto, non per scelta campanilistica, ma per una valutazione oggettiva dei dati clinici».
(fonte: http://www.lecceprima.it)
Massimo Alligri
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