Star querela IMDB perchè ne rivela l'età, Hollywood non è un paese per vecchi
NAPOLI, 7 GENNAIO 2011 - I Fratelli Lumière avrebbero molte rughe se fossero vivi, ma probabilmente per loro non si tratterebbe di un problema. Diversa la questione per molte attrici di Hollywood, alle prese con impacchi di cetriolo e bisturi per preservare un aspetto fiorente e giovanile. Della stessa ricetta fa parte un riserbo tipo FBI sull'effettiva età anagrafica: così stretto, da rendere difficile il lavoro ai compilatori di enciclopedie, siti e schede. Semplice vanità? Pare di no, stando alle ultime notizie: un'attrice quarantenne, rigorosamente anonima, ha querelato il più famoso database di cinema in rete, Internet Movie DataBase, con l'accusa di averne rivelato la vera età, procurandole un danno alla carriera di attrice emergente ad Hollywood, dove pare che la gioventù sia un requisito gradito. [MORE]
Certo, valutando come in questi giorni la sempreverde e grinzosa Meryl Streep stia raccogliendo ovazioni su ovazioni per la propria interpretazione di Margaret Thatcher nel film "The Iron Lady", vien da chiedersi se a volte non sia una paranoia da parte di certe stars, quella di fare della propria età un segreto di stato. Mentre aspettiamo il film con la Streep, in odore di Oscar ed in uscita in Italia il 27 gennaio, non possiamo fare a meno di pensare a quell'episodio su Anna Magnani, che una volta una volta disse al truccatore che le stava preparando il viso: “Non togliermi nemmeno una ruga, ho pagato ognuna di esse a caro prezzo”.
Una riflessione, forse acidula, è che evidentemente talune attrici con un'autostima non particolarmente gagliarda temano di essere apprezzate unicamente per la propria bellezza, piuttosto che per le proprie capacità recitative. Per quanto l'industria di Hollywood possa essere crudele stile Sunset Boulevard, pare logico, piuttosto, che ogni fascia anagrafica, ad ogni modo, abbia da offrire una gamma di ruoli. Penso a Naomi Watts, splendidamente classe '68, che non per questo ha visto assottigliarsi le profferte lavorative, e di che spessore, visto che negli ultimi due anni ha lavorato con Woody Allen e Clint Eastwood, per il quale compare in "J. Edgar" con Di Caprio in questi giorni nelle sale di mezzo mondo. E allora non resta che fare un bagno di umiltà, piuttosto che di botox: il talento, ad Hollywood, difficilmente è disoccupato.
Antonio Maiorino
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