CAGLIARI, 16 SETTEMBRE 2013 – La Serie A torna in campo dopo la sosta necessaria per lasciare posto alle partite della Nazionale; una pausa fruttuosa per gli azzurri che, con due gare d’anticipo, hanno staccato il biglietto per il Mondiale del 2014 in Brasile. In attesa di conoscere il risultato di Parma-Roma, posticipo del lunedì sera, il Napoli di Benitez , dopo aver battuto l’Atalanta, si gode in solitaria la vetta della classifica a punteggio pieno. Seguono Inter, Juventus e Fiorentina a sette punti; la squadra di Conte e quella di Mazzarri non sono andate oltre l’uno pari nell’anticipo di sabato e la Fiorentina ha ottenuto lo stesso risultato al Franchi contro il Cagliari. Livorno, Lazio e Verona, dopo le rispettive vittorie su Catania, Chievo e Sassuolo, arrivano a quota sei. Il Milan, contro il Torino, agguanta il pareggio nel finale e chiude a più quattro insieme al Cagliari e all’Udinese, che pareggia col Bologna. Il Genoa si aggiudica il derby della Lanterna, conquista i primi tre punti e aggancia l’Atalanta. Se Chievo, Sampdoria e Parma (con una gara in meno) vantano un solo punticino, peggio di loro fanno Sassuolo e Catania, ancora a bocca asciutta.
Nonostante il turnover scelto da Rafa Benitez, il Napoli non rallenta, bensì tenta la prima fuga della stagione. Il primo tempo non è dei migliori, gli azzurri Dzemaili, Pandev e Mesto non riescono a pungere e anche l'Atalanta ci prova senza esito con Denis, Baselli e Cigarini. In avvio di ripresa gli orobici sfiorano il vantaggio con Denis e solo una paratona di Reina salva i partenopei. Il mister spagnolo non corre rischi e opta per l’artiglieria pesante: fuori Mertens e Pandev, dentro Callejon e Hamsik. La partita cambia e al 71° è proprio lo slovacco a bucare la retroguardia avversaria e a servire Yepes, che a sua volta offre un pallone perfetto a Higuain, il quale insacca di destro. Dieci minuti più tardi ci pensa l’altro acquisto estivo di De Laurentis a mettere il risultato in cassaforte; lo spagnolo Callejon, infatti, trafigge Consigli col suo sinistro dopo aver ricevuto lo splendido assist di tacco di Dzemaili. [MORE]
Dopo un avvio di gara infuocato, Inter e Juventus abbassano i ritmi, almeno fino al 13°, quando Buffon compie una parata straordinaria sulla bomba di sinistro firmata Nagatomo. Al 18° Pirlo lancia Vidal, che commette un fallo di mano in area prima di essere atterrato da Taider; l’arbitro non assegna il rigore perché il tocco col braccio del centrocampista bianconero precede l’eventuale fallo da rigore. Intanto Lichtsteiner, molto nervoso, rischia l’espulsione per doppia ammonizione e fa infuriare Antonio Conte. Poco prima dell’intervallo l’Inter parte in contropiede con Taider, ma Buffon si fa trovare pronto. Bianconeri e nerazzurri falliscono un’occasione clamorosa per parte: al 58° il diagonale di Vidal finisce fuori e al 66° il missile di Guarin ha la stessa sorte. Al 68° Mazzarri fa entrare Icardi, che lo ripaga cinque minuti più tardi trasformando in goal con un destro sotto la traversa l’assist in profondità offertogli da Alvarez. L’uno a uno arriva al 75° quando Asamoah, dopo aver beffato Jonathan, serve Vidal che piazza subito il tiro sul secondo palo. Sul finale, Vidal, Isla e Pogba dilapidano tre buone chance per vincere.
La Fiorentina non va oltre il pareggio contro il Cagliari, ma la vera tegola per Montella e company è il brutto infortunio di Mario Gomez, che starà fermo almeno due mesi a causa di un trauma distorsivo al ginocchio con lesione parziale del legamento collaterale mediale. Meno serio il problema di Cuadrado che, fortunatamente, ha rimediato solo una lussazione alla spalla, senza fratture. Nel primo tempo le squadre non riescono a sfondare, l’unica occasione da goal la spreca Astori che, tutto solo, manca la porta di testa sugli sviluppi di un corner. Al 47° della ripresa Gomez, servito da Borja Valero, cerca dribbling e tiro ai danni di Agazzi, ma cade dolorante ed è costretto a lasciare il campo. Il portiere rossoblù si salva in corner da una punizione calciata da Rossi, mentre sul fronte opposto Nainggolan fa la barba al palo; momento no per il Cagliari prima quando Sau non capitalizza un buon pallone servitogli da Astori e poi quando Rossettini, in difesa, rischia l’autogoal. Al 71° la squadra viola sblocca il risultato: Ambrosini crossa dalla sinistra, Rossi prolunga di testa e sul secondo palo Borja Valero, con un’incornata, spedisce la palla in rete. Il Cagliari non molla e all’88° Ibarbo calcia un ottimo pallone dalla destra e Pinilla pareggia di testa beffando due difensori della Fiorentina. In pieno recupero i padroni di casa reclamano un rigore per un contatto in area tra Murru e Rossi, ma l’arbitro lascia correre e, a causa delle proteste eccessive, Pizarro viene espulso.
Candreva porta in vantaggio la Lazio dopo appena otto minuti; la sua potente conclusione dalla sinistra, deviata da un difensore, non lascia scampo al portiere del Chievo. I gialloblù rispondono con Paloschi, Marchetti però si salva in calcio d’angolo. Gli uomini di Petkovic fanno sul serio e al 39° raddoppiano con Cavanda, che approfitta dell’uscita a vuoto di Puggioni per spedire la palla in rete in scivolata. Sono trascorsi appena tre minuti quando Onazi lancia Lulic in contropiede e il bosniaco trafigge l’estremo difensore ospite con un preciso diagonale. I goal si vedono tutti nel primo tempo, ma anche nella seconda frazione di gioco le emozioni non mancano: il Chievo attacca solo con Paloschi ed Estigarribia, mentre i biancocelesti sfiorano il poker con Candreva, Lulic, Klose e Onazi.
Il Torino ospita il Milan all’Olimpico e i granata non hanno timori reverenziali; se ai rossoneri non basta il ritorno di Kakà, i granata ci provano spesso e il mediano milanista De Jong, che fa reparto da solo, sventa tutti gli assalti dei padroni di casa. Se nel primo tempo il risultato rimane bloccato sullo zero a zero, il secondo compenserà ampiamente questa mancanza. Al 47° arriva il primo goal del Toro con D’Ambrosio che, servito in area da Cerci, ubriaca la retroguardia avversaria e piazza la palla sul primo palo. Dopo un tentativo fallito al 55°, Cerci si riscatta al 71° firmando il raddoppio; Immobile recupera una palla persa da Balotelli e serve il compagno di reparto che, a tu per tu con Abbiati, non sbaglia. Sul fronte opposto Supermario ha subito l’occasione per accorciare le distanze, ma calcia addosso al portiere. All’86° è Muntari a firmare la rete dell’uno a due al termine di un’azione piuttosto confusa; il ghanese ci prova dalla distanza, il portiere respinge ma lui, indomito, calcia quasi da terra dal limite dell’area riuscendo a far filtrare il pallone tra una selva di gambe e a segnare. Al 92° l’ingenuo Pasquale sgambetta Poli in area e offre al Milan la possibilità di pareggiare i conti; dal dischetto, il solito Mario Balotelli, agguanta il 2-2.
Finisce uno a uno la sfida tra Udinese e Bologna. Nel primo tempo Curci salva i felsinei compiendo diverse ottime parate su Muriel e Di Natale. Il risultato cambia solo al 71° quando Diamanti, con precisione chirurgica, calcia una punizione incantevole e piazza la palla esattamente sotto l’incrocio. Il pareggio arriva all’85°: Muriel offre un pallone alto a Di Natale, il portiere manca la presa e il capitano bianconero realizza così la sua rete numero 159 in 300 partite con la maglia della squadra friulana.
Il Genoa cala il tris e si aggiudica il derby del capoluogo ligure. La Sampdoria regge appena nove minuti, finché Biondini non indovina l’assist per Antonelli, che batte al volo e spedisce la palla dove Da Costa non può arrivare. Il 50° è il momento di Calaiò, davvero bravo a insaccare di prima l’assist di Vrsaljko, che a sua volta era stato lanciato in avanti da Gilardino. C’è una sola squadra in campo, il Genoa, la Samp invece è spenta e poco produttiva. I rossoblù, caricati dal 2-0, trovano la via del goal per la terza volta con Lodi al 67°. L’ex-Catania calcia una punizione magistrale che Da Costa non riesce a parare.
A Livorno il Catania sfiora il vantaggio con Spolli, Alvarez e Bergessio, mentre i padroni di casa rispondono con Emeghara. Al 54° della ripresa Paulinho centra il palo ed è solo il preludio della sua proficua prestazione. Al 60° Bardi salva la porta amaranto dal missile di Plasil deviato da Bergessio e, sei minuti più tardi, Schiattarella imbecca Paulinho che, appostato a centro area, calcia di prima e trafigge Andujar. Al 72°il portiere etneo sbaglia l’uscita su Emeghara, che tiene palla e serve all’indietro il compagno di reparto brasiliano, bravo a firmare una doppietta che vale tre punti. Bardi compie due miracoli su Bergessio e Plasil, mentre al terzo ci pensa la traversa su cui si stampa la splendida rovesciata di Bergessio.
L’Hellas Verona ospita il Sassuolo nella domenica in cui Francesco Acerbi torna a giocare dopo aver subito, cinquanta giorni fa, un intervento per l’asportazione di un tumore. I veneti passano in vantaggio al 13° con Martinho, che riceve palla in area da Hallfredsson e infila Pomini con un bolide imparabile. Gli scaligeri abbassano il ritmo, intanto gli emiliani macinano gioco ma non riescono a monetizzare nemmeno al 33°, quando Kurtic batte una straordinaria punizione a giro. Nella ripresa la squadra più attiva è il Sassuolo, ma Zaza, Schelotto e Gazzola non capitalizzano; il Verona risponde con Gomez e Cacia. Quando il pareggio sembra possibile e sarebbe meritato, i padroni di casa realizzano il goal del raddoppio in contropiede con Romulo, servito bene da Jorginho.
Vanna Chessa
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