CAGLIARI, 9 MAGGIO 2013 – Il calendario della Serie A prevede che la trentaseiesima giornata venga disputata mercoledì 8 maggio in un turno infrasettimanale. Nonostante abbia il titolo già in tasca, la Juventus continua a vincere, e lo fa in casa dell’Atalanta. Successo in trasferta anche per il Napoli, che cala il tris a Bologna, e il Milan, che travolge il Pescara nell’anticipo pomeridiano. A Siena la Fiorentina si aggiudica il derby toscano e si tiene stretta il quarto posto, l’Udinese sconfigge il Palermo e scavalca la Roma, che martedì è stata battuta all’Olimpico dal Chievo. L’Inter crolla a San Siro sotto i colpi della Lazio; il Catania pareggia 1-1 a Genova contro la Sampdoria, il Parma vince di misura sul Cagliari a Trieste e finisce a reti inviolate la sfida tra Torino e Genoa.
La Juventus fresca di scudetto sblocca il risultato al 18°; Pirlo crossa per Matri che prima controlla al volo col destro poi calcia la palla in rete col sinistro e realizza una rete superlativa. L'Atalanta sfiora il pareggio al 20° con Denis; sette minuti più tardi il calcio giocato deve lasciare spazio alle censurabili e deplorevoli rivalità tra le due tifoserie. I ripetuti lanci di oggetti, fumogeni e petardi tra supporters avversari costringono il direttore di gara a interrompere il match per otto lunghi minuti di paura. Col timore che la situazione possa degenerare da un momento all’altro, l’intera panchina bianconera e i calciatori orobici si avvicinano alla curva nel tentativo di calmare gli animi. Quando la partita riprende si vedono due azioni interessanti; prima Consigli esce bene su Quagliarella, poi Del Grosso pesca Denis in area, ma il palo salva la porta bianconera dal pallone del possibile pareggio. All’80° Marrone commette fallo di mano nell’area juventina però, nonostante le proteste dei padroni di casa, l’arbitro lascia proseguire; i bianconeri ripartono in velocità e Vidal, solo davanti a Consigli, si divora il goal del raddoppio.[MORE]
Nove reti in quattro giorni: bilancio più che negativo per il Bologna, che dopo le sei reti incassate all’Olimpico contro la Lazio, ne subisce altre tre in casa dal Napoli. I partenopei sfiorano il goal con Dzemaili, Insigne e Cavani, mentre i felsinei rispondono con Morleo, Diamanti e Gilardino. Al 53° della ripresa, Hamsik, servito da Dzemaili, firma il suo decimo goal con un gran sinistro. Al 63° Stojanovic atterra Cavani in area e l’arbitro assegna un rigore che lo stesso Matador trasforma. Quattro minuti più tardi, è ancora lui ad avviare un’azione interessante, poi Dzemaili riceve palla e insacca il terzo goal. Al termine di questa gara, la matematica assegna al Napoli il secondo posto e al Bologna la salvezza certa.
Il Pescara ospita il Milan, che non fa sconti ai padroni di casa e vince realizzando ben quattro goal. Dopo appena due minuti Balotelli colpisce la traversa sugli sviluppi di un corner e, sette minuti più tardi, si rifà segnando lo zero a uno su rigore. L’arbitro aveva assegnato il penalty per un ingenuo fallo in area di Cosic su Nocerino. Al 23° Niang spreca una buona occasione per raddoppiare, ma dieci minuti più tardi ci pensa Muntari a segnare il secondo goal trasformando in oro una punizione calciata dalla destra da Robinho. Il brasiliano mette il suo zampino anche in occasione della terza rete; al 51° è lui a ripartire sulla sinistra e a offrire a Flamini l’assist perfetto. Al 57° Flamini entra in area e serve Supermario, Capuano non riesce ad arginarlo e lui si gira e insacca il pallone dello 0-4 finale.
A Siena la Fiorentina parte a mille e, dopo due chance non monetizzate da Jovetic e Cuadrado, al 13° arriva il goal di Gonzalo Rodriguez; Pasqual crossa nell’area affollata e, all’altezza del secondo palo, arriva il difensore della viola e di petto manda la palla in rete. Borja Valero cerca la bomba dalla distanza, ma il portiere devia il tiro sulla traversa. Il Siena risponde con Emeghara, che prima ci prova di testa e poi addirittura in rovesciata. Nella ripresa, il bianconero Rosina scheggia la traversa, e lo stesso fa Toni sul fronte opposto.
Si chiude con le lacrime dei calciatori rosanero la combattuta sfida del Barbera tra Palermo e Udinese. Miccoli e Barreto cercano subito la porta, ma al 10° passa l’Udinese con Muriel, che si libera di Dossena e manda la palla in rete. Al 33° Angella atterra Miccoli in area, l’arbitro assegna un rigore a favore dei padroni di casa e dal dischetto il Romario del Salento pareggia i conti. Avvio di ripresa negativo per i due capitani; prima quello palermitano spreca due opportunità clamorose e poi quello friulano si fa parare un penalty fischiato per un probabile fallo di mano di Aronica, che aveva saltato in area con le braccia alzate come un pallavolista. Al 64° l’Udinese passa in vantaggio grazie al colpo di testa di Angella e poco dopo Badu colpisce il palo e sfiora il terzo goal. All’81° Hernandez pareggia con un potente tiro dalla distanza, ma è tutto vano, poiché due minuti più tardi, nel mezzo di una mischia, Benatia firma il 2-3 finale dopo un errore di Sorrentino.
La Roma scende in campo nell’anticipo di martedì sera per tentare l’aggancio al quarto posto, occupato dalla Fiorentina; ma la squadra giallorossa, artefice di una prestazione opaca e sottotono, viene beffata nel finale dal Chievo, che conquista così la matematica salvezza. Nel primo tempo i padroni di casa hanno tre occasioni interessanti con Dodò, Osvaldo e Totti, ma Puggioni si oppone. Dopo l’intervallo la squadra di Andreazzoli sfiora il vantaggio con Destro, Dodò e Totti, che centra anche la traversa. All’85° gli avversari perdono palla e i veneti provano a pungere in contropiede, ma la conclusione di Seymour finisce tra le braccia di Lobont. Mentre la Roma si butta in avanti nella speranza di sbloccare il risultato, il Chievo riparte in velocità e Thereau, servito al meglio da Dramè, riesce a spedire il pallone in rete.
Dopo la sconfitta maturata in casa contro la Lazio, l’Inter dice addio all’Europa. Marchetti salva la propria porta dagli assalti di Alvarez e Rocchi, servito da uno straordinario Kovacic. Al 21° la Lazio passa in vantaggio con un goal fortunoso; Handanovic sbaglia l’uscita in occasione di un cross di Candreva, la palla rimpalla sulla schiena dell’estremo difensore interista e finisce nel sette. Poco dopo Candreva sbaglia il raddoppio a tu per tu col portiere e nei minuti successivi il nerazzurro Jonathan si infortuna alla spalla destra. La squadra di Stramaccioni non si perde l’animo e agguanta il pareggio al 33° con Alvarez, che segna di testa su assist di Pereira. La retroguardia laziale si salva da tre pericolosi assalti di Cambiasso e Alvarez, poi passa nuovamente in vantaggio con Hernanes, che trasforma un rigore assegnato per un intervento scorretto di Ranocchia su Floccari. Nella seconda frazione di gioco, l’Inter è sfortunata più che mai; prima cerca inutilmente il pareggio con Guarin e Kovacic, poi Ranocchia deve abbandonare il campo per problemi al ginocchio e infine Alvarez spreca un penalty scivolando sul dischetto e mandando la palla in curva. Il rigore era stato fischiato per un fallo di Cana su Guarin. Al 77° Onazi lascia partire una violenta conclusione e segna una rete incredibile da ben 30 metri di distanza. Rocchi, Garritano e Kovacic attaccano anche nei minuti di recupero, Marchetti però è insuperabile.
Nonostante il drammatico incidente che martedì sera ha causato la morte di sette persone e ben due dispersi nel porto di Genova, il mondo del calcio non si ferma e così Sampdoria e Catania si affrontano in un clima surreale. A inizio gara Eder e Maxi Lopez non riescono a portare in vantaggio i blucerchiati, ma dopo il dopo il tentativo fallito dall’etneo Almiron, i padroni di casa sbloccano il risultato grazie al colpo di testa di De Silvestri. Nella ripresa Maxi Lopez non capitalizza due occasioni interessanti per mettere il risultato in cassaforte e così i siciliani agguantano il pareggio con Spolli, servito da Bergessio sugli sviluppi di una punizione calciata da Lodi. I doriani vogliono vincere, però il palo blocca il tiro di Sansone, mentre le conclusioni di De Silvestri ed Estigarribia vengono respinte dalla retroguardia catanese.
Cagliari e Parma a Trieste si contendono il decimo posto in classifica. I ducali premono con Parolo e Belfodil, gli isolani rispondono con Thiago Ribeiro e Nenè. Nella ripresa i gialloblù sfiorano il vantaggio con Belfodil, ma il rossoblù non stanno a guardare; Ibarbo è incontenibile ma impreciso sotto porta, Murru e Nainggolan non riescono a segnare. All’80° Agazzi respinge corto il tiro di Paletta sugli sviluppi di un corner, Rosi non perde tempo e mette il pallone dove il portiere cagliaritano non può arrivare.
Torino-Genoa finisce 0-0, un risultato che accontenta entrambe le squadre. La gara non è particolarmente emozionante; nel primo tempo si assiste solo al tiro di Bianchi, che esce di poco al lato. nella ripresa Birsa e Barreto sfiorano la traversa, ma non riescono a centrare il bersaglio.
Vanna Chessa
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