“Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit”!
Ancora un evento di particolare interesse storico-culturale nonché affascinate dal punto di vista degli itinerari della fede Mariana in Calabria, svoltosi ieri presso la sala Padre Domenico Barilaro O.P. nel Santuario di San Domenico in Soriano Calabro.
“Augusta Regina delle Vittorie” è stato il tema dell’incontro fortemente proposto dalla cofondatrice del Centro Studi Theotokos, Anna Rotundo, come personale tributo di gratitudine a Maria, e questa proposta è stata subito accolta dalla Confraternita di Gesù e Maria del Santissimo Rosario di Soriano Calabro con in testa il Priore Domenico Margiotta. Un convegno che ha visto la partecipazione di vari rappresentanti delle confraternite della provincia di Vibo e del laicato domenicano del luogo. Nella introduzione ai lavori la coordinatrice Anna Rotundo ha evidenziato come sempre, nella storia, la fede produce cultura.
Molto apprezzato dai presenti il saluto del sindaco di Sorianello, Sergio Cannatelli, in quanto ha spiegato come la Madonna del Rosario lega indissolubilmente Soriano e Sorianello uniti nel considerare il Santuario di San Domenico quale punto di riferimento del Cammino del Normanno, Cammino Mariano che trova il cuore nel Convento Domenicano. A tal proposito, ha ricordato che la processione della Madonna del Rosario invocata come Liberatrice del Flagello dopo il sisma del 1783, fosse portata a Sorianello, davanti alla chiesa di San Giovanni fino 1911, prima di proseguire per Soriano verso la cosiddetta terra di basso. Sulla stessa prospettiva l’intervento del presidente del Gal Vitaliano Papillo che ha ricordato l’evento svolto con il Centro Studi Theotokos sui riti della Settimana Santa a Gerocarne quando era Sindaco. Papillo ha dimostrato come l’interesse del Gal verso gli itinerari della fede sia di fondamentale importanza dal punto di vista culturale e turistico in quanto ciò contraddistingue la nostra storia e la nostra identità. Preservare questi luoghi risulta perciò necessario secondo Papillo per poter ampliare l’offerta culturale del territorio che ha tanto da valorizzare e soprattutto tanto da mostrare attraverso le vestigi che hanno caratterizzato la storia di questi luoghi.
Il Priore Domenico Margiotta si è soffermato sull’impegno della Confraternita che nell’attaccamento alla Vergine Santissima collabora con i frati del convento per mantenere vive le tradizioni paraliturgiche del paese.
Il rettore del Santuario padre Rosario Liccirdello O.P. dopo i saluti ha tracciato un breve profilo di Papa Pio V protagonista della Lega Santa nella battaglia di Lepanto. “Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii victores nos fecit”, che significa “non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha resi vincitori”, fu il motto decretato dal Veneto Senato per immortalare la battaglia di Lepanto, combattuta il 7 ottobre 1571. Padre Rosario ha posto soprattutto in evidenza il forte attaccamento di Pio V alla Chiesa evidenziando il ruolo svolto in tutta la sua vita con spirito di abnegazione.
Antonio Caroleo, consigliere delle confraternite delle diocesi d’Italia ha relazionato sulla battaglia di Lepanto e sulle battaglie che nel tempo hanno caratterizzato le lotte militari e spirituali che hanno richiesto l’assistenza della preghiera del Santo Rosario.
Martino Michele Battaglia ha invece narrato la complessa storia del Rosario. Dalla consegna della Corona del Rosario da parte della Vergine Santissima a San Domenico di Guzmán indiversi artisti: Tiepolo, Caravaggio, Dürer, Sassoferrato, Barocci, Lotto senza dimenticare la bellissima Immagine della Madonna di Pompei e la storia del Beato Bartolo Longo. L’uso dei grani che ritroviamo in altre religioni orientali. Le cordicelle della preghiera. Anne Winston-Allen, docente di germanistica alla Southern Illinois University, negli Stati Uniti d’America, fa il punto sulla questione – per la verità non poco controversa – in un volume pubblicato dalla Pennsylvania State University Press: Storie della rosa. La formazione del rosario nel medioevo.
Sicuramente l’apogeo del Rosario si ebbe il 7 ottobre 1571 con la battaglia di Lepanto contro la marineria turca. Pio V, che aveva benedetto per i combattenti lo stendardo col Crocifisso e i santi Pietro e Paolo e quello della Madonna con la scritta succurre miseris (soccorri i poveri), attribuì la vittoria alla recita del Rosario e istituì la festa di Santa Maria della Vittoria a partire dal 7 ottobre 1572. Gregorio XII mutò il titolo della celebrazione in Madonna del Rosario. Molto nota è anche la devozione a “Santa Maria delle Vittorie” di Piazza Armerina (provincia di Enna-Sicilia): si venera una miracolosa icona bizantina della Madonna a cui sono dedicati ogni anno solenni festeggiamenti. Santa Maria delle Vittorie è la Patrona della città e dell’intera Diocesi di Piazza Armerina. La miracolosa icona della Madonna col Bambino risale al tempo del Conte Ruggiero d’Altavilla a cui fu donata da papa Niccolò II nel 1059, perché giurò fedeltà alla Chiesa. La sacra effige aiutò i Normanni contro i Saraceni nella conquista dell’isola. Secondo la tradizione, l’icona bizantina della Madonna che era sparita fu ritrovata il 3 maggio 1348. Nella Piazza Vecchia, dove fu ritrovata la preziosa Icona, fu costruito un Santuario che è meta di pellegrinaggio e sede della festa che si celebra l’ultima domenica di aprile e il 3 di maggio di ogni anno, quando i fedeli portano in processione una copia dell’immagine della Madonna fino in Santuario.
ll Centro Studi Studi Theotokos , fondato nel 2016 da Martino Michele Battaglia (docente di antropologia culturale presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria) e Anna Rotundo (docente e saggista), è un percorso laico, culturale, internazionale e itinerante, che promuove e coordina ricerche, convegni e pubblicazioni scientifiche nel campo degli studi religiosi, con l’apporto di tutte le scienze umane, attraverso la presenza di accademici prestigiosi, e una particolare valorizzazione del protagonismo delle donne. I suoi studi sono raccolti nella collana di scienze demoetnoantropologiche "Nuances", di Pellegrini Editore.
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