L'A.N.P.A.R. spiega i veri motivi per cui il presidente dell'O.U.A. non vuole la mediazione civile
ROMA, 20 GEN. 2011 - Quando ad una buona legge, quella sulla mediazione civile e
commerciale, che sta dando i suoi frutti (meno 4% di contenzioso
giudiziario rispetto all’anno 2009), si frappongono interessi
personalistici e di parte è una violazione ai diritti disponibili ed
alla dignità dei cittadini.[MORE]
E’ una storia miserevole, dice il presidente dell’ANPAR dott.
Giovanni Pecoraro, che ha danneggiato e continua a danneggiare i
giovani avvocati, i praticanti avvocati, i neo laureati e tutti gli
altri albi ed ordini professionali.
Gli emendamenti al neo istituto giuridico della mediazione civile che
sta portando avanti l’O.U.A. (per fortuna non il CNF) sono solo
cavilli e vi spiego il perché. I cittadini e quasi all’unanimità
gli ordini professionali si sono attrezzati e di conseguenza pronti a
risolvere le loro controversie con mediatori altamente
professionalizzati.
Detto ciò, continua Pecoraro, ho l’impressione
che il presidente dell’O.U.A più che adoperarsi per gli ordini
professionali, che dalla mediazione civile possono trarne solo
vantaggi, si sta avventurando su un percorso di contestazioni sulla
giustizia che si rivelerà un Boomerang per tutti coloro che ci hanno
creduto. Ora investe Onorevoli e Senatori, chinando il capo e
chiedendo la grazia di inserire degli emendamenti che modifichino
quello che lo stesso Parlamento all’unanimità fin dal 1999 ha
approvato e dato delega al Goveno per l’emanazione della legge che
ora la casta vorrebbe abrogare, in alcuni punti importanti e farla
fallire così come fece a suo tempo per la conciliazione in materia di
lavoro. Forse non tutti sanno che il presidente dell’O.U.A. per anni
ha curato una rubrica dedicata alle liti condominiali sulle pagine del
Mattino, che fa parte del CdA di Finmeccanica ovvero che ha grossi
interessi nel settore assicurativo (Allianz) ed immobiliare e guarda
caso sono proprio quei settori per i quali il presidente O.U.A. ne
chiede l’abrogazione dell'esperimento del tentativo obbligatorio che
se, non fatto è causa di improcedibilità al giudizio ordinario. Il
NO già deciso alle richieste dell’O.U.A. viene dalla categoria
degli mediatori già pronti ad essere designati per deflazionare il
pesante carico delle controversie pendenti e quella da venire,
collaborando con i giudici ordinari favorevoli, a questo nuovo
istituto giuridico che è la mediazione civile.
A. Bove
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