MILANO, 29 SETTEMBRE- L’Italia torna agli Oscar con il film Terraferma di Emanuele Crialese che concorrerà nella sezione di miglior pellicola in lingua non americana.
Terraferma tratta la storia di un’isola siciliana nella quale emerge fortemente il tema dell’immigrazione. [MORE]
Il film racconta la vita di una famiglia di pescatori con al centro un vecchio di grande autorità, una giovane donna che non vuole rinunciare a vivere una vita migliore e un ragazzo che, nella confusione, cerca la sua strada morale. Tutti messi di fronte a una decisione da prendere, che segnerà la loro vita.
Alcuni critici hanno affermato che nel film si racconta una realtà distolta nella quale l’isola, investita dagli arrivi dei clandestini, si orienta verso il razzismo ed il respingimento, negando la stessa cultura del mare che obbliga al soccorso. I clandestini che approdano a Lampedusa vengono raccontati da Crialese come un’umanità fortemente respinta dal popolo italiano. Nel film non si tiene minimamente conto della realtà dei fatti e delle leggi in vigore all’interno del nostro paese.
Forse il fallimento al botteghino (solo al settimo posto) avrebbe dovuto placare l’entusiasmo dell’Anica che ha istituito la Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all’Oscar?
Eppure è stato preferito Terraferma a discapito di film di Moretti, Martone e Placido.
Chissà, possiamo solo augurarci che l’Academy si lasci emozionare dalla toccante pellicola, che ha comunque colpito positivamente giuria e critica durante la Mostra del Cinema di Venezia, il prossimo 26 Febbraio premiando così il nostro Bel Paese, razzista.
Stella Vannelli
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