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Musica: "NOVATARANTA"? Voce alla tradizione

Redazione
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CATANZARO, 18 APRILE 2013 - In una piccola realtà locale come Messignadi, nasce un movimento spinto dalla voglia di dar nuovo impulso alla scena tradizional-popolare, che aveva caratterizzato la scena musicale dei primi decenni del 1900. Proprio sul ricordo di quei fasti e sull’onda emotiva suscitata dal proliferare dei cultori ed appassionati di tale “genere musicale”, si è pensato di dare voce alla tradizione, con uno sguardo al futuro. Così un gruppo di amici, pervasi dalla convinzione che “un popolo, che non conosce la propria storia e che non tramanda le proprie tradizioni, non ha futuro”, lancia l’iniziativa.

Da qui parte una meticolosa ricerca di antichi spartiti, con la convinzione di avere a disposizione una fonte inesauribile dalla quale attingere: esperienza, radici, testi e note. Ecco, si genera dal nulla il connubio perfetto: giovani promesse della musica e “vecchi musicisti” vogliosi di tramandare tutto ciò che ha reso la loro gioventù più bella e spensierata! Arriva, inoltre, l’intuizione di dare un nome al gruppo che esaltasse tutto ciò: “NOVATARANTA”.

Così in pochissimo tempo, bruciando le tappe, si passa dall’entusiasmante Tour “FACIMU ROTA 2012” che ha forgiato la personalità di ogni componente del gruppo, alla realizzazione di un lavoro discografico proprio, ovvero l’incisione del primo CD “CANTI, SONI E……..CUNTI”. Un lavoro complesso e ricercato, che si pone come obiettivo di riportare in auge la musica etnica attraverso l’utilizzo di strumenti tipici locali quali la lira calabrese, zampogna, chitarra battente, pipita, triangolo, organetto e tamburello a mano. La presentazione del disco avrà luogo il 30 Aprile c.a. presso la sede della Provincia di Reggio Calabria. Mentre, il primo maggio, in Messignadi, alle ore 21.00 in Piazza Torricelli, si terrà il concerto di presentazione del nuovo disco al pubblico.

Nel CD, due dei 12 brani, “Cruci di spina” e “Terra d’incantu” vogliono dare un messaggio religioso che si inserisce nell’Anno della Fede, voluto da Papa Benedetto XVI e continuato da Papa Francesco. In “Cruci di spina” – afferma l’autore del testo, “Ho provato ad immaginare l’inesprimibile angoscia del Figlio di Dio quando egli sentì la sua separazione dal Padre a causa del peccato dell’uomo. Egli aveva assunto questa responsabilità per l’umanità decaduta, provando sulla sua carne oltre al dolore fisico, il dolore colpevole, quello procurato per l’ennesima volta da noi, che andiamo costruendo con le lotte, gli odi, gli egoismi; con le guerre diventate oramai un insulto alla storia degli uomini e al progresso, alla libertà e maturità del genere umano. “Doluri pe sta terra…. doluri pe sta vita……. doluri pe sta guerra infinita…… doluri pe gioiri….. doluri pe campari…..Patri meu no m’abbandunari”. “E’ un messaggio di speranza – continua l’autore – perché anche per questi la Passione di Cristo apre la Sua infinita misericordia. Non c’è peccato che non possa essere perdonato dal Signore”.

Il secondo brano “Terra d’incantu” Dedicato alla Comunità di Simeri (CZ), e al loro Sacerdote Don Francesco Cristofaro. Il Testo del brano dedicato a Simeri, meraviglioso borgo antico, dove la bellezza del paesaggio, la ricchezza e la qualità del patrimonio, archeologico e architettonico, danno vita ad un effetto scenografico straordinario, parla di un difficile amore tra il sole e la luna; più che un testo musicato una poesia cantata.

La luna simbolo della notte del buio, rappresenta in questo caso l’incertezza dei sentimenti della propria fede, un vicolo in cui si fa fatica a riconoscere l’amore di Dio, la dove Dio era parso assente, mentre il sole come la migliore raffigurazione dell’amore divino. Ecco perché la nostra religione insegna che gli esseri umani devono avvicinarsi alla luce, al calore e alla vita del sole, inteso come spirituale.

“Mi piacerebbe pensare – afferma il compositore Francesco Grillo - che in questa terra d’incanti, terra d’amore tutti conoscessero il sole nelle sue manifestazioni sublimi di luce, di calore e di vita, e che gli esseri umani si avvicineranno sempre più alla luce Divina, e la terra diventasse un angolo di paradiso dove tutti gli uomini possano vivere come fratelli.[MORE]


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