Salvini attacca Conte: “Le sue parole mi interessano meno di zero”

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ROMA, 25 LUGLIO – Il giorno successivo all’informativa del premier in Senato relativamente ...

ROMA, 25 LUGLIO – Il giorno successivo all’informativa del premier in Senato relativamente al caso dei presunti finanziamenti russi alla Lega, il leader del Carroccio appare ancora stizzito, soprattutto nei confronti di chi mostra di nutrire sospetti nei suoi confronti, ma piuttosto che difendersi passa al contrattacco: intervistato da “Radio anch’io”, trasmissione in onda su Radio 1, il ministro dell’interno ha dichiarato di non aver alcun interesse per quanto affermato da Conte ieri in Aula a Palazzo Madama.

“Io mi alzo ogni mattina per venire al Viminale a lavorare e fare qualcosa ogni giorno. Tutto il resto non mi interessa” – ha detto laconicamente Salvini, che continua a non dare alcun peso al caso in cui il suo partito è coinvolto, considerandolo una bolla che potrà facilmente sgonfiarsi: “Buona caccia al tesoro (che non c’è) a chi svolgerà l’inchiesta”. In un altro passaggio dell’intervista, il vicepremier ha sminuito i sospetti parlando addirittura di “fantasy di spionaggio” e di “storiella estiva”, cercando di spostare l’attenzione sulle sue priorità al Ministero: “lavoro”, “sistemazione di strade ed autostrade”, “priorità nazionali”.

Incalzato dai conduttori radiofonici, Salvini è successivamente entrato più nello specifico a proposito del discorso di Conte di ieri, dichiarando di non aver sentito nulla di diverso da quanto egli stesso afferma da settimane: la versione del premier, secondo Salvini, sarebbe conforme a quella della Lega e nessuno avrebbe ammesso di aver percepito fondi provenienti dalla Russia. “Quando vado all’estero è esclusivamente per far politica e mai per stringere accordi commerciali: incontrare ministri stranieri fa parte del mio lavoro, ma ciò avviene sempre per tutelare al meglio l’interesse nazionale” – secondo Salvini.

In verità ieri Conte aveva ammesso la presenza di Gianluca Savoini nella delegazione italiana a Mosca il 16 luglio nonché nello scorso ottobre, sostenendo che il suo accredito dipendesse dalle indicazioni del Viminale ed in particolare di Claudio D’Amico, strettissimo collaboratore del vicepremier. Ad ogni modo, il Presidente del Consiglio aveva aggiunto di non aver perso la sua fiducia nell’onestà di Salvini, nonostante il suo rifiuto alla richiesta di informativa parlamentare.

Nel frattempo, però, nonostante l’appello di Mattarella alla collaborazione reciproca, è Salvini a sospettare che Conte possa sfruttare una delle mozioni di sfiducia individuale che il PD sta preparando nei confronti del ministro degli interni, per cercare una maggioranza diversa: in tal senso, il passaggio cruciale dell’informativa presidenziale sembra essere il seguente: “Qui tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”. È su questo punto in particolare che Conte ha dovuto incassare l’affondo di Salvini: “Non ho capito che bisogno ci sia di lasciar pensare tutto il Paese che possano essere formate altre maggioranze cercando voti qua e là, come fossero funghi in Trentino, magari reclutando nuovi Scilipoti”.

Il premier ha scelto di non replicare, ma indirettamente è stato l’altro suo vice Di Maio a farlo: “Qualcuno mi sta consigliando di aprire una crisi di governo, ma io credo che questo significherebbe darla vinta alla Lega; noi invece vogliamo proseguire, vogliamo tagliare i parlamentari, non vogliamo rischiare di ritrovarci con un nuovo governo tecnico od imposto da qualcun altro”. Sempre più ampia, tuttavia, appare la nuova fronda costituitasi all’interno del partito pentastellato, guidata da Nicola Morra e Roberta Lombardi, riunendo coloro i quali avrebbero intenzione di tagliare i ponti con la Lega e proseguire autonomamente, anche chiudendo l’esperienza del governo giallo-verde.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: notizie.tiscali.it

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