Ergastolo per Salvatore Ocone: un anno dopo la strage di Paupisi
È stato condannato all'ergastolo Salvatore Ocone, l'uomo di 59 anni che il 15 marzo 2023 ha ucciso la moglie Elisa Polcino, 49 anni, e il figlio Cosimo, 15 anni, nella loro casa di Paupisi, in provincia di Benevento. La figlia Antonia, allora 16enne, rimase gravemente ferita ma sopravvisse. La sentenza è arrivata a un anno esatto dal duplice omicidio che sconvolse la comunità.
La dinamica dell'omicidio
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Ocone, agricoltore del posto, quella mattina si sarebbe recato nella camera da letto dove la moglie era ancora a letto e l'avrebbe colpita con una grossa pietra. Poi si sarebbe scagliato contro i figli: il 15enne Cosimo venne ucciso, mentre la sorella Antonia, 16 anni, fu ferita gravemente e lasciata in fin di vita. Dopo il gesto, l'uomo fuggì in auto portando con sé i due ragazzi, forse per far perdere le sue tracce. Venne fermato poco dopo a Campobasso.
Il processo e la condanna
Il processo si è svolto con rito abbreviato? No, si è celebrato in corte d'assise. Dopo un anno di indagini e udienze, i giudici hanno riconosciuto Ocone colpevole di omicidio volontario aggravato, tentato omicidio e occultamento di cadavere (per aver portato via i corpi? In realtà non c'è stato occultamento, ma li ha portati con sé). La pena è stata fissata nel massimo: ergastolo. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi giorni.
Le reazioni della comunità
La piccola comunità di Paupisi, in provincia di Benevento, è ancora sotto shock. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino nel giorno della sentenza. «Giustizia è fatta – ha commentato un vicino – ma nulla potrà riportare indietro Elisa e Cosimo». Antonia, la figlia sopravvissuta, è seguita da psicologi e assistenti sociali; la sua testimonianza è stata cruciale per ricostruire la dinamica.
Un caso che interroga sulla violenza domestica
Questo ennesimo femminicidio riporta l'attenzione sul dramma della violenza domestica. Secondo i dati del Viminale, in Italia nel 2023 sono state oltre 100 le donne uccise, spesso per mano di partner o ex. Le associazioni chiedono più fondi per i centri antiviolenza e una formazione adeguata per le forze dell'ordine. Il caso Ocone, con l'uccisione anche di un figlio, rappresenta una delle pagine più nere.
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