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Facciamo l'utile e il dialettevole

Mario Sei
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Facciamo l'utile e il dialettevole
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CATANZARO, 13 GENNAIO - “Credo sia necessario, ripensare alla cultura dei dialetti, non solo attraverso una chiave di lettura antropologica, ma anche grazie ad un percorso giuridico, che ponga le basi per una vera e propria legge di tutela sui dialetti. Il dialetto è patrimonio condiviso di una Nazione ed è parte integrante tra lingua, storia ed identità…”  è questo il giudizio apparso qualche tempo fa sul portale www.calabresi.net ed espresso da Pierfranco Bruni, calabrese di origine, poeta, scrittore e ricercatore sulle origini della cultura della lingua italiana.[MORE]

Occorre quindi anche secondo il suo autorevole giudizio una legislazione a tutela dei diversi dialetti.

Un esempio concreto di legislazione per la tutela del dialetto ci arriva proprio dal Friuli Venezia Giulia, dove di recente è stata approvata la legge per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta, forse la Regione tra le prime ad avere approvato una legge che consente, tra l’altro, di portare nelle scuole e nella toponomastica i dialetti veneti e le parlate locali.

La Calabria, cosa sta facendo per valorizzare, promuovere e tutelare i nostri dialetti? Il dialetto calabrese, anzi i dialetti calabresi (il dialetto in Calabria non esiste ndr), possono in un futuro prossimo contare su una legge regionale che li tuteli?

Le prerogative ci sono ed anche i buoni propositi, visto che proprio di recente, per volere dell’Assessore Regionale alla Cultura Prof. Mario Caligiuri, è stato istituito il Comitato per la tutela, valorizzazione e promozione del nostro patrimonio linguistico dialettale e delle tradizioni culturali, variamente intese.

Il comitato avrà, tra gli altri, il compito di elaborare una proposta di legge a tutela del nostro patrimonio linguistico dialettale, con l’obiettivo prioritario di salvaguardare l’identità regionale e promuovere il dialetto come strumento di crescita linguistica, soprattutto per le nuove generazioni.

Altre forme di divulgazione e tutela dei dialetti calabresi arrivano da altre istituzioni locali, che hanno inteso promuoverli attraverso l’organizzazione strutturata di eventi significativi, altri probabilmente ci sfuggono e attendiamo che ci vengano opportunamente segnalati.

Il Comune di Catanzaro, ha per esempio, organizzato un riuscitissimo Festival del Vernacolo, organizzato dall’Assessorato alla cultura della città capoluogo di Regione, che ha visto alternarsi 7 compagnie presenti a Catanzaro e che ogni mercoledi (da qui il nome della Rassegna Mercuri ammenzu a’ simana), hanno rappresentato nel centralissimo Teatro Masciari commedie rigorosamente in dialetto calabrese.

Altro esempio di valorizzazione del nostro dialetto ha avuto, quale ente propulsore, la Provincia di Cosenza ed il Comune di Castrovillari, che hanno organizzato, con il Patrocinio della Regione Calabria, il primo Festival “Voci, colori e sapori del dialetto del Pollino” , teso a promuovere la conoscenza del patrimonio linguistico e storico, nonché delle tradizioni popolari, dei riti religiosi, del canto, della musica e danza popolare, delle tradizioni alimentari ed enogastronomiche tipiche del territorio, legati al dialetto.

Insomma le istituzioni sono al fianco degli operatori (commediografi, storici, poeti, narratori, cabarettisti) che riconoscono il valore storico ed artistico del dialetto rispetto alla importanza della valorizzazione delle specialità ed identità della nostra amata Calabria.

L’importanza della conoscenza delle radici di un popolo antico deve essere avallata da una regolamentazione specifica, ci auguriamo che nei prossimi mesi ciò possa avvenire e solo così potremo dire di aver fatto l'utile ed il dialettevole.

Mario Sei
 


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Scritto da Mario Sei

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