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Leonardo Lucchi, opere sospese sul filo del sogno

Caterina Portovenero
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Leonardo Lucchi, opere sospese sul filo del sogno
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CESENA, 19 MARZO 2013 - Abile cantore della bellezza femminile come Canova (1757-1822), eccellente nella plasticità delle forme come Fidia (Atene, 500 a.C.), Leonardo Lucchi è lo scultore dei nostri giorni il cui genio attraversa le opere, le anima e le eleva, per poi tornare inevitabilmente indietro ed investire chi le osserva con stupore. Nato a Cesena il 9 dicembre 1952, dove ancora vive e lavora, Lucchi si fa conoscere molto presto non solo in Italia, dove la sua fama è salda ed è testimoniata dalle innumerevoli opere presenti sul territorio, ma soprattutto nel mondo.

Il Maestro è stato infatti invitato, tra le altre cose, a realizzare un grande Cristo Risorto e un'imponente Via Crucis nella Catholic Church di Singapore. Molto apprezzato in Francia, dove spesso espone in città come St. Paul de Vence, Nancy, Grenoble, Poitiers, e Toulouse, nell'ultimo periodo realizza diverse opere pubbliche monumentali qui in Italia, tra le quali ricordiamo i gruppi scultorei dedicati ai caduti della Seconda Guerra Mondiale, collocati a Terni e Forlì, le fontane per la “Piazza della Vita” a Bolgare (BG), la scalinata con il gruppo bronzeo “Gli equilibristi”, i monumenti “La Bella di Cesena” e “La cavalla e il fanciullino” che rievoca la celebre poesia del Pascoli La cavalla storna oltre alla grande fontana “Acqua: fonte di bellezza”, posta all’ingresso della zona termale di Bagno di Romagna.

Nel suo studio, situato nel cuore della città, l’artista offre uno spazio di scambio culturale in cui tutti possono assaporare i sentimenti che animano la sua inesauribile ispirazione. Raggiunto telefonicamente mentre si trovava al lavoro, il Maestro Lucchi ha risposto alle domande di infooggi.it.

Maestro Lucchi, nelle sue opere è possibile cogliere frammenti di quotidiano e raffigurazioni talmente naturali che è stato definito come “lo scultore dell'immediato, degli affetti, della vita”. Da cosa è data questa attenzione verso il particolare e quali sono le influenze artistiche che l’hanno condizionata, qualora ve ne siano?

“Influenze artistiche particolari non credo di averne avute, anche se tutti noi siamo sempre un pò condizionati da ciò che ci circonda, perché viviamo in un contesto fatto di arte e non possiamo negare che qualcosa ci influenzi inevitabilmente. Io cerco di trasmettere con il mio lavoro le cose più semplici, le più importanti, quelle che danno un senso alla vita e raggiungono il cuore. In un momento come questo in cui siamo bombardati da terribili notizie dal mondo, la bellezza degli affetti riesce a dare serenità, è come “un’isola” in cui ci si rifugia. In tempi passati l’arte è stata anche molto cruda, forte e violenta, perché quello era forse il momento adatto per quel tipo di espressione, ma ora c’è desiderio di immagini tranquille che diano pace proprio per la crudezza della vita, ed io cerco di trasmettere proprio questo raffigurando semplici momenti fatti di serenità familiare.”

La bellezza e la precisione delle raffigurazioni è senz’altro incantevole, ma ciò che rende le sue opere uniche è indubbiamente la realizzazione di questa scultura “sospesa”. Come nasce questa idea?

“Nasce dalla necessità che è propria della scultura di non circondarsi del paesaggio e di fermarsi al gesto e al movimento, lasciando intuire quello che può essere un balcone, un contesto naturalistico, un paesaggio, tutto da percepire. Io voglio focalizzare l’attenzione sull’attimo, sul momento e il gesto, sfrondandolo di tutto il resto per focalizzare l’attenzione solo su ciò che avviene in un determinato momento.”

L’hanno condizionata un pò i concetti di “simmetria” tipici della scultura greca classica, a cui lei sembra ispirarsi?

“Più che altro la mia scultura è molto istintiva non è basata su calcoli, sia per quanto riguarda le grandi sculture che per le piccole. Sicuramente si è influenzati da ciò che ci ha preceduto per millenni. Mio padre, poi, era un grande appassionato d’arte e la mia casa era frequentata spesso da artisti più o meno importanti che mi possono anche aver influenzato. Le mie figure sono sì classiche, ma non nel senso stretto della parola, sono donne e uomini dei nostri giorni, calati in questo preciso contesto”.

Nelle sue opere, così “terrene”, non c’è posto per l’astrattismo, ma osservando i volti di alcune delle sue donne (si veda ad esempio quella raffigurata nell’opera “L’altalena”) sembra quasi che gli sguardi protendano verso qualcosa che terreno non è. C’è un pò la volontà di estraneazione dalla realtà, il desiderio di raffigurare “il sogno”?

“Le mie sono immagini sognate, generalmente mi servo più del ricordo che dell’immagine, magari realizzo una scultura dopo mesi che una figura mi ha colpito. E’ più importante il sogno! Sebbene le mie figure siano tratte dal vero non ci sono ritratti, esse sono tutte diverse perché ritratte dal vero ma ferme nell’atto rappresentativo. Per questa ragione non mi soffermo mai ad una descrizione meticolosa, ad una raffigurazione precisa di una mano ad esempio, ma pongo la mia attenzione sull’istante in sé.”

Tutte le sue sculture nascono all’interno del suo studio, ma una volta poste fuori da esso sembrano finalmente trovare la loro naturale collocazione. Quando plasma l’argilla pensa già che idealmente attorno alla sua opera ci sia una cornice di completamento naturale, o bastano a sé stesse dato che le sue sculture evocano già l’idea di un contesto naturale sebbene non sia visibile?

“Penso sempre un pò a dove possano essere collocate e da chi possano essere viste, è chiaro che, quando vengono messe nella collocazione ideale, raggiungono il massimo della loro espressione. A volte le immagino, come nel caso delle sculture monumentali create per un certo ambiente, che vengono studiate e immaginate per un determinato posto. La cosa che mi rende più felice è quando dall’immaginazione riesco ad ottenere il risultato pensato, e superare tecnicamente le difficoltà che mi permettono di realizzare il mio “sogno”. La tecnica è necessaria per realizzare ciò che uno ha nella mente, senza però leziosità eccessiva”.

Sarà stato difficile ottenere tali risultati di perfezione tecnica..

“In 40 anni di attività, che festeggio quest’anno, tentativi ne sono stati fatti, alcuni positivi altri meno, ma ora ho una tecnica che mi permette di realizzare tutto con semplicità, anche se ammetto che ogni scultura nuova a volte meraviglia anche me quando riesco a realizzarla - dice sorridendo. Ancora mi diverto molto devo dire, e questo è importantissimo aldilà delle esigenze di mercato. Questa è la cosa che per me conta di più, la mia grande soddisfazione è data proprio da questa serenità con cui lavoro.”

Si può dire allora che le sue opere vivono per lei e lei per le sue opere?

“Assolutamente sì, perché io mi esprimo lavorando, le mie opere sono la mia vita insieme alle persone a me vicine che mi consentono di vivere tutto con questo stato d’animo. L’unica cosa che vorrei e che l’arte fosse presa in maggior considerazione, e soprattutto la scultura, perché stiamo rischiando di perdere uno dei valori più importanti della nostra Italia: l’artigianato, la manualità e le fonderie...tutto si sta perdendo perché l’arte italiana non viene sostenuta. Parlo in particolare di opere come le mie, dei bronzi, dei marmi, tantissime fonderie stanno chiudendo a profusione o riducendo la loro attività. Io a 60 anni sono lo scultore più giovane e le stesse maestranze hanno la mia età, per cui presumo che tra dieci anni non esisteranno più questi lavori che, purtroppo, non si imparano nelle scuole ma vengono solo tramandati. Le fonderie, al momento, lavorano per l’estero , dove l’arte è maggiormente apprezzata, mentre in italia si prediligono opere fatte con materiali più semplici, plastica e altri materiali deperibili. Opere bellissime, per carità, ma sarebbe utile valorizzare anche quelle opere fatte con bei materiali e duraturi nel tempo”.

Le opere del Maestro Leonardo Lucchi sono al momento in mostra alla Galerie Vent des Cimes a Grenoble, e a Bologna in piazza IV Novembre, attigua a piazza Maggiore. Per visionare le opere del Maestro visita il sito www.leonardolucchi.com. [MORE]

Katia Portovenero


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Scritto da Caterina Portovenero

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