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Pino Tafuri: protagonista principale

Mario Sei
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Pino Tafuri: protagonista principale
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Catanzaro, 22 febbraio: ho incontrato Pino Tafuri

Oggi, il nostro attore, anzi il protagonista principale è Pino Tafuri, un grandissimo attore del teatro dialettale, un po’ schivo e molto riservato.
Sembrerebbero qualità paradossali per chi ama fare questo mestiere, seppur per passione, ma ritengo anch’io con forza che il teatro è fatto di persone timide, quando la timidezza s’intende ovviamente come una sorta di introversione pregna di grande sensibilità.[MORE]
Pino Tafuri, è sicuramente uno degli attori più bravi nel panorama del teatro dialettale calabrese, oserei dire il più bravo sperando di non suscitare le ire di altri, ma poiché è un mio parere dirò che pino Tafuri, secondo me, è l’attore più bravo del teatro dialettale calabrese.
Catanzarese doc, ci ha da sempre catturati con le sue belle performances teatrali, disinvolto, concentrato, ottima mimica, insomma un attore completo che sul palcoscenico si compenetra nel ruolo che interpreta e dà il meglio di sé.
Vanta, al di là delle caratteristiche personali, anche una buona esperienza teatrale e, a suo vantaggio, gioca anche la direzione di tanti bravi registi che lo hanno saputo formare e modellare, cogliendone le peculiarità migliori.
Penso, al riguardo, a Michienzi, a Zingaropoli, a Sorrenti, a Viapiana, che hanno saputo riconoscere in Pino le sue qualità di bravissimo attore.
Un ricordo mio particolare ed anche suggestivo fu quando, per tributare un omaggio a Ciccio Viapiana- purtroppo ormai scomparso - interpretò una delle sue commedie, dal titolo “A gatta ‘ntò saccu”, in cui dimostrò tutta la sua bravura teatrale.
Avendo personalmente lavorato sul palcoscenico con Ciccio Viapiana era più facile per me capire quali fossero le difficoltà e le tecniche teatrali richieste per poter interpretare quel ruolo.
Pino Tafuri, sempre molto gentile, pacato, flemmatico, schivo, ama in maniera smisurata il teatro e quando sale sul palcoscenico tira fuori tutta la sua forza ed il suo vigore artistico.
Ha collaborato con tanti bravi registi e con tante compagnie, attualmente è all’interno della compagnia catanzarese “A Trambìa” (nella foto) con cui collabora ormai da 5 anni, interpretando diversissimi ruoli.
Espressivo, eloquente nella gestualità, riesce immediatamente a creare l’empatia tra il personaggio che interpreta ed il pubblico, lo fa apparentemente senza sforzi e senza particolari tecniche, ma in realtà alla base vi è un’esperienza di quasi quaranta anni.
Sempre secondo me, la sua figura evoca i grandi attori che hanno rappresentato il teatro napoletano o siciliano, dove ovviamente l’esperienza è differente dalla nostra e la cultura del teatro dialettale certamente molto più matura di quella calabrese.
Pino Tafuri sostiene che per lui la considerazione peggiore che possa essere espressa da parte degli spettatori, è che gli venga detto che sul palcoscenico è sé stesso.
E’ una cosa tristissima, afferma infatti, che un attore interpreti un ruolo, che non esuli dalla propria personalità e dal proprio modo di essere…un attore avrà interpretato magistralmente un ruolo, soltanto se sarà riuscito in maniera “naturale”  ad interpretarlo.
Le prime esperienze con il teatro di Pino risalgono al 1971, quando con alcuni amici comincia a cimentarsi in piccole rappresentazioni teatrali.
Inizia a lavorare anche con Pino Michienzi, attore a respiro nazionale, scomparso purtroppo poche settimane fa,e con Michienzi reciterà parecchie volte nel corso di questa lunga carriera teatrale.
Con tanti attori e registi catanzaresi rappresenta diversi lavori teatrali, tra gli altri anche con Ciccio Viapiana in Giangurgolo (maschera catanzarese) di Vittorio Sorrenti.
Pino ama il teatro, sostiene che il Teatro è l’amico migliore che si possa avere, una donna può tradirti, un amico può tradirti ma non il teatro, la passione per il teatro è dentro di te e la manifesti soltanto quando davanti a te vi è un pubblico che aspetta di vedere cosa sei in grado di fare.
Il suo rammarico più grande è che il teatro vernacolare possa essere sempre più contaminato dalla mancanza di tradizioni e caratteristiche del nostro stesso modo di essere, tipico del calabrese.
Pochi autori sanno cogliere l’essenza di caratteristiche tipiche del calabrese in generale.
Pino Tafuri insomma ha avuto molto ed ha dato molto al teatro vernacolare, io lo apprezzo come attore ma anche come persona estremamente sensibile, che contribuisce in prima persona alla diffusione del teatro dialettale, quale espressione colta di una comunità più o meno estesa.

Mario Sei
 


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Scritto da Mario Sei

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