Trump, nuovi controlli sui viaggiatori europei: nel mirino Francia e Germania
WASHINGTON, 04 MARZO – Le misure di controllo promulgate dall’amministrazione Trump continuano, con regole più severe, giustificate in nome della battaglia contro il terrorismo. Nello specifico sembrerebbe che l’amministrazione americana sia impegnata nell’analisi di eventuali ed ulteriori controlli nei confronti dei viaggiatori provenienti da paesi europei “amici", come Francia e Germania.[MORE]
A diramare tale informazione sono stati il Wall Street Journal e Bloomberg, che secondo quanto riportato si tratterebbe di misure più drastiche per chi ha intenzione di entrare sul territorio americano. Le restrizioni rappresenterebbero i noti "controlli estremi" promessi da Trump durante la campagna elettorale. Secondo quanto riferito, si ipotizza un controllo approfondito del contenuto informativo dei telefoni cellulari, dei social o anche dei conti bancari. Per chi risulta sprovvisto di visto è prevista la consegna del proprio cellulare ai funzionari governativi per un esame dei contatti telefonici o dei siti internet visitati. A queste persone protrebbe esser richiesto di cedere le password dei social network per avere accesso a tutte le informazioni private.
Invece, i soggetti che hanno fatto esplicita richiesta del visto potrebbero essere sottoposti a colloqui approfonditi nelle ambasciate americane presenti sui territori stranieri allo scopo di esaminare in maniera più approfondita le domande di visto. Secondo i due media, in realtà queste procedure hanno lo scopo di rendere più difficile l’acquisizione del visto per gli Stati Uniti, ed inoltre citano esplicitamente Francia e Germania tra i paesi per i quali le regole saranno più severe. Nel mirino i 38 i paesi del Visa Waiver Program, Programma Viaggio senza Visto, cioè un programma promulgato dal Governo degli Stati Uniti che permette ai cittadini di un paese straniero di recarsi negli Usa, per turismo o affari, per un periodo di 90 giorni senza essere in possesso di un visto.
La stretta sui controlli è alla base di una politica già annunciata nel mese di febbraio quando John Francis Kelly, responsabile per la sicurezza interna, Homeland Security, aveva affermato durante una audizione parlamentare : “Se non vorranno dare le informazioni non entrano”. Non sono mancate la disapprovazione da parte delle organizzazioni per i diritti civili americani, secondo cui si ledono i diritti fondamentali di tutti cittadini.
immagine da: Huffingtonpost.it
Caterina Apicella
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