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Revolut colpita da truffa informatica: dati sensibili di 680 clienti a rischio

Redazione
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Revolut colpita da truffa informatica: dati sensibili di 680 clienti a rischio
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Revolut, una delle principali piattaforme di banking digitale, ha confermato di essere stata vittima di un attacco informatico che ha compromesso i dati personali di circa 680 clienti. L'incidente è avvenuto attraverso una sofisticata truffa di phishing, in cui i malintenzionati si sono finti funzionari governativi utilizzando un indirizzo email apparentemente autentico. Secondo quanto riportato da fonti del Corriere della Sera, l'esca sarebbe stata inviata tramite una PEC compromessa della Prefettura di Reggio Calabria, con cui gli hacker si sono spacciati per la polizia postale. Proprio da quella casella sarebbe partita la falsa comunicazione a cui Revolut ha risposto trasmettendo i dati di alcuni assistiti.

Il gruppo di hacker iamnotavillain, autodenunciatosi come autore della truffa, ha recentemente rilasciato ulteriori dichiarazioni, sostenendo di aver trascorso circa sei mesi nei sistemi delle forze dell'ordine italiane, raccogliendo oltre 87 mila file per un totale di 147 GB di dati. Gli attaccanti non hanno specificato quali strutture siano state effettivamente violate, ma hanno criticato le difese informatiche della polizia italiana.

Come è avvenuta la truffa

Secondo quanto rivelato dalla stessa azienda, i criminali hanno inviato comunicazioni ingannevoli ai clienti, inducendoli a fornire informazioni riservate. Tra i dati potenzialmente esposti figurano documenti d'identità, IBAN, indirizzi di residenza, selfie di verifica facciale, dati bancari e la cronologia delle transazioni. Questo tipo di attacco, noto come social engineering, sfrutta la fiducia degli utenti verso le istituzioni per ottenere accesso a informazioni sensibili. Nel caso specifico, la casella PEC compromessa è stata utilizzata per impersonare un'autorità pubblica italiana e indurre la fintech a trasmettere i dati richiesti. Gli hacker hanno inoltre affermato di aver colpito diversi sistemi e di aver scoperto presunte violazioni nella gestione dei dati da parte di Revolut, in particolare legate alle procedure KYC (Know Your Customer) e al trasferimento di informazioni fuori dalla giurisdizione. Tali affermazioni, tuttavia, devono essere prese con cautela, poiché si tratta di dichiarazioni del gruppo non ancora confermate dalle autorità.

Rischi per i clienti e richiesta di riscatto

Gli autori dell'attacco hanno minacciato di pubblicare i dati rubati se non verrà pagato un riscatto. Al momento, non è chiaro se Revolut abbia intenzione di cedere alle richieste o se stia collaborando con le autorità per identificare i responsabili. La società ha dichiarato di aver avviato un'indagine interna e di aver rafforzato le misure di sicurezza per proteggere i clienti coinvolti.

Consigli per proteggersi dalle truffe informatiche

Episodi come questo evidenziano l'importanza di adottare comportamenti prudenti online. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Non fornire mai dati personali o bancari in risposta a email non richieste.
  • Verificare sempre l'indirizzo del mittente e l'URL dei siti web prima di inserire informazioni.
  • Attivare l'autenticazione a due fattori (2FA) per aggiungere un livello di sicurezza.
  • Segnalare immediatamente eventuali comunicazioni sospette alle autorità competenti.

La vicenda di Revolut è un monito per tutte le aziende e gli utenti: la cybersecurity è una priorità assoluta nell'era digitale.


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