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Catanzaro: Santa Messa in suffragio dei vescovi e dei sacerdoti defunti

Davide Scaglione
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Catanzaro: Santa Messa in suffragio dei vescovi e dei sacerdoti defunti
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CATANZARO, 04 NOVEMBRE 2011 – Il 3 novembre pomeriggio, nella chiesa Cattedrale,  l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, Monsignor Vincenzo Bertolone, ha presieduto una Santa Messa in suffragio dei vescovi e dei sacerdoti defunti, che hanno arricchito con la loro testimonianza di vita e il cammino storico della Chiesa diocesana .[MORE]

«Essi - ha precisato Monsignor Bertolone -  hanno trasmesso a noi il prezioso dono della salvezza in Cristo Gesù. Noi gli offriamo la nostra preghiera per la loro purificazione. Il principio di fede che ci anima è dettato da Gesù: “Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più” (Lc 12,47-48)».

Una Santa Messa, voluta fortemente dall’Arcivescovo Bertolone, per rendere grazie a Dio «per i suoi doni elargiti alla Chiesa proprio attraverso questi nostri fratelli che ci hanno preceduto nel segno della fede e ora dormono il sonno della pace. Il nostro ringraziamento - ha detto il Presule - diventa preghiera di suffragio per essi, affinché il Signore li accolga nella beatitudine del Paradiso. Per le loro anime elette offriamo questa santa Eucaristia, stringendoci attorno all'altare, su cui si rende presente il sacrificio che proclama la vittoria della vita sulla morte, della Grazia sul peccato, del paradiso sull'inferno».

Monsignor Bertolone, commentando le letture bibliche proposte dalla liturgia, ha ricordato come «la volontà di Dio nei nostri confronti è che nessuno di noi vada perduto nel nulla della morte. Dio è un pastore buono che esce a cercare la pecora smarrita e se la carica sulle spalle, non scarica su di lei la fatica e la rabbia di avere camminato per delle ore, e perciò non la percuote, anzi delicatamente la prende sulle proprie spalle perché si stanchi ulteriormente».

Un Padre misericordioso ed attento alle sue creature, ma che desidera anche che le creature ascoltino la Sua Parola.
«Questo - ha ribadito l’Arcivescovo - è l'invito che il Signore oggi ci fa, invito che i nostri pastori defunti hanno accolto e vissuto fino alla fine: stare con Gesù, legarsi a lui. Come avviene questo? Care sorelle e cari fratelli, sono sufficienti tre cose: aprire il Vangelo, partecipare all’Eucaristia domenicale e fare soccorrere i poveri».

Monsignor Bertolone, menzionando l’atto di fede del Credo, ha precisato come «noi cristiani non crediamo semplicemente nell'aldilà, ma crediamo nella “vita eterna”». «La vita eterna ci è stata aperta dal Mistero Pasquale di Cristo e la fede - ha detto il Pastore - è la via per raggiungerla; quella fede che ha animato il cuore dei nostri cari confratelli defunti: pastori zelanti, il cui ministero è stato sempre segnato dall'orizzonte escatologico che anima la speranza nella felicità senz'ombra a noi promessa dopo questa vita; come testimoni del Vangelo protesi a vivere quelle “cose di lassù”, che sono il frutto dello Spirito: “amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22); come cristiani e pastori animati  dal vivo desiderio di conformarsi a Gesù e di aderire intimamente alla sua persona, contemplando incessantemente il suo volto nella preghiera. Per questo essi hanno potuto pregustare la “vita eterna”, che Cristo stesso ha promesso a “chiunque crede in lui”».

Il Presule ha concluso l’omelia invitando la comunità a pregare per i vescovi ed i sacerdoti defunti. «Invochiamo per essi - queste le parole di Monsignor Bertolone -  l’intercessione materna di Maria Santissima affinché siano partecipi all’eterno convito che con fede ed amore hanno pregustato durante il pellegrinaggio terreno. Assista anche noi la Santa Madre di Dio e della Chiesa; ci protegga insieme con tutti i santi pastori e i beati patroni di questa Chiesa di Catanzaro-Squillace».


 


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Scritto da Davide Scaglione

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